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Alcuni validi motivi per trasferirsi ai Tropici

Nosy Be

Ambatoloaka è un piccolo villaggio finto ma pittoresco affollato di hotel, ristoranti e negozietti il più delle volte squallidi (si affretta a sottolineare l'eticissima guida Routard), che sorge a fianco del villaggio vero e proprio che si chiama Dar-Es-Salaam. I gestori sono per la maggior parte francesi e italiani che qui hanno trovato il loro paradiso, anche se probabilmente si aspettavano un maggiore afflusso turistico.

Il grosso di queste attività sorge a ridosso della spiaggia che è più o meno bella col variare delle maree: in alcuni momenti è una lunga porzione di sabbia bianca con mare pulitissimo punteggiato da catamarani e motoscafi, in altri l'acqua è distante e poco profonda e sabbia e mare sono pieni di alghe, ogni tanto infine la spiaggia è completamente sommersa dalle onde dell'alta marea.

Sia di giorno sia di sera, ad Ambatoloaka è possibile assistere ai proficui scambi culturali di cui sono protagonisti i forti bevitori vazaha ("bianchi") e le signorine malgasce. Sulla spiaggia avvengono i primi contatti (non serve conoscere la lingua, i gesti sono abbastanza eloquenti), mentre nei bar e nei ristoranti (che siano gestiti dalla matrona endemica o da napoletani dai lunghi capelli unti) la maggior parte della clientela è costituita da coppie miste: solitamente lui ha i capelli bianchi e la camicia fantasia semi-sbottonata e beve in continuazione, lei è visibilmente annoiata e a volte proprio depressa, salvo i casi in cui è completamente sbronza pure lei. In tarda serata, nel locale con il biliardo e il dj, alcune giovanissime signorine leopardate giocano a stecca, mentre al karaoke c'è un solo cliente alcolista che si cimenta con i brani di Eros Ramazzotti e Laura Pausini.

Racconto di viaggio "MADAGASCAR. Un'omelette nell'oceano Indiano"