home19.jpg

Un'insana passione indiana

Il forte di Jodhpur è uno dei monumenti più belli di tutto il Rajasthan. Torreggia imponente su un massiccio roccioso dello stesso colore rosso bruciato e fa da corona al disordinato ammasso di case in cui consiste il centro storico di Jodhpur. All'interno dei suoi confini ci sono diversi bellissimi palazzi, bar, ristoranti, templi e un museo dove sono esposti cimeli storici come palanchini reali, sedili da elefanti, dipinti, armi, armature, turbanti eccetera. Un tempo dai suoi parapetti si poteva osservare un bel panorama sulla città, ma purtroppo oggi l'accesso all'area dei bastioni è limitato a causa di un selfie fatale avvenuto nel 2016. Bisogna sapere che l'India detiene il record mondiale di "killfie", ossia di persone morte perché stavano in posa davanti a un treno in arrivo, su una barca che si è rovesciata, sul ciglio di un burrone, sulla sponda di un fiume oppure nei paraggi di animali selvaggi o incendi. Per questo le istituzioni hanno dovuto istituire delle aree dove i selfie sono proibiti e infatti, in corrispondenza delle attrazioni turistiche, sono stati posizionati cartelli che vietano o scoraggiano la pratica.

A causa di questa passione congenita, in India i turisti stranieri provano facilmente l'ebbrezza di sentirsi una celebrità, infatti prima o poi qualcuno sicuramente gli chiederà con voce emozionata di scattare una foto insieme. La faccenda potrebbe rubare poco tempo solo nel caso in cui decidano di fare una foto di gruppo, altrimenti il turista deve stare in posa a lungo, per dare il tempo a ognuno di loro di avere la sua foto personale. I più timidi fotografano facendo finta di inquadrare il paesaggio, i più ingegnosi si fanno un selfie con lo straniero sullo sfondo, i più inquietanti gli mettono il proprio neonato in braccio prima di scattare.
L'entusiasmo e l'emozione sincera che provano gli indiani nei confronti degli stranieri sono quasi imbarazzanti ma la cosa curiosa è che, nonostante questa evidente ammirazione, poi per il resto loro continuano a vestirsi con i loro sari e i loro pajama kurta e le loro sciarpine e i loro parei quadrettati, e continuano a ballare i loro balli, e leggersi i loro autori di letteratura, e guardarsi beatamente i loro film, senza mostrare quella permeabilità all'influenza culturale occidentale che si può vedere in altri Paesi.

Racconto di viaggio "UN VIAGGIO DA LECCARSI I BAFFI. Un altro Capodanno in India"