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SENEGAL

(Senegal e Gambia; dicembre 2017 - gennaio 2018)

Il territorio del Senegal sembra un volto di profilo affacciato sull'oceano Atlantico. Il naso è molto appuntito e corrisponde alla penisola sulla quale sorge Dakar, da cui comincia il nostro itinerario. Arrampicandosi lungo il naso si arriva alla fronte (Saint-Louis), che percorriamo solo per un pezzettino, fino al confine con la Mauritania. La parte superiore della testa, delimitata dal fiume Senegal, è completamente calva, così la abbandoniamo subito per dirigerci verso la guancia (Touba) e poi con decisione puntiamo all'orecchio, nascosto da una savana di capelli sempre più fitti. Da Tambacounda attraversando la foresta di Niokolo-Koba raggiungiamo la remota regione di Kédougou, il codino del paese. A questo punto percorriamo tutta la mascella volitiva del Senegal (che corrisponde alla Casamance), ricoperta di folta barba verde, fino al mento: qui sorge Cap Skirring da dove anche noi possiamo affacciarci sull'oceano. La bocca è aperta, con il Gambia che interpreta il ruolo delle labbra, separate dal fiume omonimo. Ci impieghiamo un bel po' per oltrepassarlo (sembra che ci voglia mangiare) e raggiungere i baffi. Qui troviamo il delta del Sine Saloum e le altre belle località rivierasche della Petite Côte che ci conducono dritti dritti alle narici. Da queste parti, dopo 15 giorni di solletico, un grosso starnuto ci fa decollare verso l'Italia.

Gallerie fotografiche

Da Dakar a Touba

Kédougou

Casamance

La Petite Côte