home21.jpg

Punta del Este

Punta del Este, uno dei principali centri turistici dell'Uruguay, ha la fama di essere una delle mete più esclusive del Sudamerica, dove negli ultimi anni sempre più vip internazionali scelgono di trascorrere le loro vacanze, crogiolandosi nelle sue lunghe spiagge e partecipando alla celeberrima vita mondana.
Quando l’autobus partito da Colonia arriva a Maldonado, appare la brutta foresta di grattacieli tra le palme e in poco tempo sono alla stazione, circondata da auto di lusso e adolescenti abbienti.
Punta del Este è una penisola lunga e stretta, a oriente della quale si estende la lunghissima playa Brava che di solito è in balia delle acque agitate dell’Atlantico. Il cielo è nuvoloso e il vento possente intorno alla famosa scultura, nonché simbolo della città, che ha la forma di una mano che esce dalla sabbia e che si chiama “Los dedos”. La costa occidentale è più protetta in quanto è affacciata sulle placide acque del Río de la Plata e infatti la spiaggia si chiama "calma" (Playa Mansa) ed è molto più affollata di bagnanti e bevitori di mate, bar e ristoranti.
Dal porto partono costose gite in barca dirette all'Isla de Lobos, che ospita un'impressionante colonia di leoni marini, e a quella di Gorriti, che si vede dalla terraferma, ma per fortuna non ho bisogno di spendere tutti quei soldi perché alcuni leoni marini sono lì a sguazzare davanti al mercato del pesce, attirati dai bocconcini buttati dai pescatori.
Per chi desidera fare shopping il posto migliore è la Gorlero, il viale principale di Punta del Este, e in particolare piazza Artigas, ma io preferisco farmi confezionare un mojito da un trentenne di Varese, che sarebbe anche simpatico se non avesse la stessa voce di Salvini. Gli unici edifici storici si trovano nella città vecchia e sono la Iglesia de la Candelaria (di colore blu) e il faro, entrambi adiacenti alla stazione meteorologica del Paese. La casa del gestore del faro, costruita dai portoghesi, è la più antica casa di Punta del Este e oggi ospita un negozio di souvenir; i parei sono scontatissimi, ma solo come fantasie, visto che i più economici costano l’equivalente di 15 euro. Il titolare brasiliano sagacemente non insiste e anzi commenta ad alta voce: "Questo è il paese mas caro del mundo! Anche più della Suissa! Non a caso los jovenes emigrano in Europa." E prima di salutarmi mi augura buon viaggio: “Disfrute Cabo Polonio! È un posto magico, tiene buena onda”.
A Punta del Este ho trascorso circa 48 ore, una buona parte delle quali seduta al bancone del bar dell’ostello. Il letto che mi è stato assegnato si trova infatti in una camera affacciata sulla terrazza, molto frequentata fino a notte fonda, e dormire non è facile a causa del dj e del volume delle voci. Di giorno invece ha piovuto ininterrottamente per 7 ore. Allora il barman Franco mi ha spillato qualche cerveza notturna e un paio di caffè diurni, mi ha fatto compagnia, mi ha messo le canzoni dei Lo’ Pibitos con spotify, mi ha raccontato un po’ della sua vita, mi ha aiutato a fare i cruciverba ermetici, ha ammiccato quando si presentavano avventori strampalati.

Racconto di viaggio "CERCO L'ESTATE TUTTO L'ANNO. Uruguay, un campo da football sull'Atlantico"