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Racconti nei Balcani

Un'estate leggerissima

Quattro isole nel Dodecanneso

Nel mese di luglio 2021 i voli Ryanair per Kos partono da Bari una volta alla settimana e costano 5 euro a tratta. Per viaggiare serve il green pass, facilmente ottenibile dopo aver concluso il ciclo vaccinale, oppure un tampone negativo. Inoltre bisogna compilare il PLF, un modulo digitale richiesto dalle Autorità Sanitarie del governo greco, e mostrarlo all’imbarco. Sia nel volo di andata che in quello di ritorno c’erano meno di trenta passeggeri e questo è uno spreco pazzesco di cui ho comunque approfittato.

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CRETA COVID FREE

Non me ne vogliate se affermo che la Grecia non è mai stata in cima alle mie preferenze di viaggio, specialmente in confronto ai suoi ben più intriganti vicini (che non a caso si sono resi indipendenti dall’impero ottomano molto tempo dopo). A parte qualche breve puntatina di pochi giorni, l’avevo tenuta in serbo per eventuali tempi bui di là da venire, in cui mi sarebbe stato difficile fare viaggi intercontinentali. Ecco il fatto: i tempi bui sono già arrivati e le opzioni di viaggio all’estero ai tempi della pandemia non sono moltissime. Certi Paesi pretendono una quarantena di due settimane dopo l’ingresso, in altri la crescita dei contagi è esponenziale e le restrizioni molto severe. E in ogni caso, dappertutto c’è il rischio che le regole e le misure cambino in peggio. Senza contare che molti voli vengono spostati o cancellati all’improvviso, come si arguisce leggendo i commenti di utenti inviperiti nei forum delle compagnie aeree.

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UNA DELIZIOSA MACEDONIA

La regione geografica della Macedonia è attualmente suddivisa tra la la Bulgaria (dove sono atterrata), la Macedonia del Nord, la Grecia, l'Albania (le tre tappe del mio viaggio) e la Serbia (dove andrò un'altra volta).
Come l'omonima insalata di frutta, questa regione è un gustoso mix di etnie, lingue, religioni, ma anche monete e alfabeti che cambiano ad ogni frontiera che passo. 

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LA GRECIA CHE TI ASPETTI

Delizioso soggiorno a Santorini

Santorini, inizialmente, avrebbe dovuto rappresentare il dessert di un viaggio estivo di 18 giorni tra Grecia e Albania meridionale. Di questa meta romantica, mi attraeva quella bellezza bianca, blu e rotonda che è lo stereotipo della Grecia (Paese che tra l’altro avevo sempre schifato). Avevo deciso di fare la signorina perbene prenotando un posto letto in cabina nel traghetto notturno che parte dal Pireo, e anche un hotel meno spartano del solito, situato nella splendida cornice di Firostefani, come l’avrebbe definita un bravo presentatore. D’altra parte l’unico motivo per andare a Santorini – si era capito – è la straordinaria bellezza del panorama sulla caldera, dunque valeva la pena evitare di fare la stracciona per una volta e invece alloggiare sul bordo della medesima. Purtroppo una serie di eventi imprevisti mi ha costretto a posticipare così tanto la partenza che quest’isola è diventata il ben misero piatto forte del viaggio.

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Le tue limpide nubi e le tue fronde

Giugno a Lefkada

Lèucade o Leuca per il bianco delle scogliere. Santa Maura in ricordo della dominazione veneziana. Lefkada in greco moderno. Comunque la vogliate chiamare, è l'isola delle Ionie più facile da raggiungere – perché collegata da un ponte mobile alla terraferma – e all'inizio dell'estate appare come un paradiso turchese, verde, giallo e fucsia. 

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NEL CUORE DEI BALCANI

Esercizi di memoria tra Mostar e Sarajevo

Durante l'estate la compagnia aerea Mistral Air, del gruppo Poste Italiane, effettua ogni settimana un volo da Bari a Mostar, ideato appositamente per condurre intere famiglie numerose pugliesi e lucane in pellegrinaggio a Medjugorje. Devo dunque essere molto grata ai fan delle apparizioni mariane se posso raggiungere la Bosnia in meno di un'ora, invece di trascorrere una lunga notte nel traghetto per Dubrovnik.
Sbarcati nel minuscolo aeroporto, solo io e uno studente barlettano siamo rimasti in attesa di un mezzo di locomozione: tutti gli altri sono stati ingoiati da un torpedone con l'aria condizionata e sono spariti dalla nostra vista in un batter d'occhio.
Io sono salita su questa vecchia Opel pensando di scroccare un passaggio, che invece mi è stato fatto pagare, e non poco. Sara ai tempi della guerra viveva in provincia di Benevento, e ora è quello l'accento che sfoggia mentre parla senza sosta seduta sul sedile posteriore, guardandosi in giro con quegli occhi nerissimi contornati da un forte segno di matita.
Erano anni che ci giravo intorno: sapevo che la Bosnia fosse il cuore e avevo paura di scottarmi. Ed ora eccomi qui: i muri della stradina che mi conduce alla pensione mostrano ancora i segni dei colpi di arma da fuoco. Miran mi accoglie in casa con quei modi un po' bruschi tipici dei timidi, ma con gli occhi azzurri buoni. Un grappino alle undici di mattina, sulla strada 35 gradi di fuoco. Benvenuta in Bosnia-Erzegovina.

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Isonzo a colori

Bovec e Kobarid 

Il comune alpino di Bovec, ai piedi del monte Rombon e ai margini del parco nazionale del Triglav, ci ha ospitato per tre giorni nuvolosi a cavallo di Ferragosto, in una delle centinaia di apartmaji di cui è fornito. Poiché questa fetta dell'attuale Slovenia venne inglobata nei confini italiani dal 1920 al 1947, Bovec possiede un nome italiano (Plezzo), e la stessa cosa accade con gli altri toponimi della zona. Bovec è un buon punto di partenza per esplorare l'area in quanto dotata di centinaia di posti letto, ma per la cena è meglio spostarsi a Kobarid, capitale gastronomica della regione.

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IL PAESE DI FRONTE E QUELLO CHE NON C'ERA

Tra le montagne dell'Albania e del Kosovo

Con colpevole ritardo ho deciso di ricambiare la visita ai nostri dirimpettai albanesi, che da più di vent'anni ci sopportano qui in Puglia. Con questo degno proposito mi reco all'aeroporto di Bari in una soleggiata mattina di agosto: il volo Belle Air Bari-Tirana dura soltanto 50 minuti, le procedure di imbarco sono velocissime e il personale del minuscolo velivolo parla anche italiano.
All'aeroporto prelevo i Lek dal bancomat dell'Intesa San Paolo che, come verificherò in seguito, ha monopolizzato il Paese. L'autobus per il centro è pronto per partire e immediatamente realizzo che spostarsi, in Albania, sarà molto facile: gli altri passeggeri e il conducente trascorrono i venti minuti di tragitto discutendo su dove è meglio accompagnarmi per farmi prendere un mezzo pubblico per Scutari.
A Tirana c'è odore di spezie e kebab turco, venditori ambulanti di sigarette e banchetti di pomodori, rotonde prive di regole e clacson impazziti. Il furgon per Scutari è già pronto per partire, è libero l'ultimo posto in fondo. Mi sembra di non essermi allontanata quasi per niente da casa, eppure ho subito la sensazione di essere stata teletrasportata all'altro capo del mondo.

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