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La terra sotto le scarpe

Chi ama l'Africa? Quelli che si cercano lontani da sé stessi? L'Africa incarna i nostri bisogni insoddisfatti, il nostro bisogno di avere la terra sotto le scarpe al posto dell'asfalto.
[ Marco Aime, "L'incontro mancato" ]

  • UN'OMELETTE NELL'OCEANO INDIANO (Madagascar)

    Nel 2003 l'Ariary ha sostituito il Franco Malgascio, che non è un cantante confidenziale degli anni '70 dotato di basettoni e camicia sbottonata sul petto villoso, bensì la vecchia moneta del Madagascar. Sulle banconote dell'Ariary sono stampate le seguenti immagini: due lemuri di specie diverse aggrappati a un ramo, esemplari vegetali tipici come la palma ravenala, il baobab, il cactus e l'agave, zebù accompagnati da pastore con cappello tondo e coperta sulle spalle, donne che intrecciano cesti e cappelli di rafia, totem di legno infilzati nel terreno, villaggio degli altipiani con capanne di paglia, baie di Fort Dauphin e di Antsiranana, piroga con vela triangolare raffazzonata e pescatori al lavoro al sorgere del sole.

  • UN VIAGGIO IN CAPO AL MONDO (Sudafrica e Swaziland)

    C'erano venti esseri umani di nazionalità italiana di fronte all'ufficio di cambio dell'AEROPORTO DI JOHANNESBURG, la mattina della Vigilia di Natale. Quasi tutti avevano più bagagli di quanti in realtà gliene sarebbero serviti. Tutti erano eccitati per l'avventura che li aspettava. Motivazioni svariate li avevano riuniti lì...

  • AFRICA IN POLVERE (Etiopia)

    È notte fonda all'aeroporto di Addis Abeba. L'avifauna etiope ci dà il benvenuto da un grande poster. Due inservienti in divisa dormono beatamente sdraiati sulle sedie della sala d'aspetto.
    All'ufficio di cambio trecento euro vengono lentamente trasformati in un malloppo maleodorante di Birr. Ancora non sapevo che quel gruzzolo puzzolente si sarebbe sì assottigliato, ma mai estinto, e che dieci giorni dopo, nello stesso aeroporto deserto alle 2 di notte, sarebbe stata un'impresa trasformarne la parte restante in euro, dollari, bounty, mars, calzini e marlboro lights.

  • ANOTHER PLACE TO GO (Togo e Benin)

    Destinazione Africa Occidentale. Ho ripassato i fondamentali: Chatwin, Kapuściński, Aime. Ho fatto il vaccino contro la febbre gialla ─ obbligatorio per entrare in Togo e Benin. Altre precauzioni sanitarie non ne ho prese, anche perché il centro di medicina di viaggio di Bari (dispensatore di vaccini e paranoia) si è mostrato inespugnabile. Profilassi antimalarica dunque no, che dio me la mandi buona. Bagaglio a mano molto ridotto ─ e per fortuna, visto che me lo sto trascinando da ore per il centro di Roma, tra turisti di tutto il mondo, in questa bella giornata di sole prima della partenza.