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  • Categoria: Grecia

Passaggio in Grecia

Da Salonicco a Ioannina

Salonicco è un fiorente centro industriale, economico e culturale della Macedonia, ma soprattutto Salonicco è una città che ricorderò per sempre al buio perché di giorno, in agosto, fa un caldo da impazzire. Non che io non ci abbia provato a visitare alcuni pregevoli esempi di architettura bizantina e paleocristiana, ma ben presto ho desistito e mi sono rifugiata in un centro estetico per farmi fare la pedicure, che avevo i piedi spaccati dopo più di un mese di cammino con i sandali. A Salonicco ho sudato molto, ho dormito poco e sono naufragata in un mare di pensieri, miei e anche altrui.

Quando il sole tramonta il cielo diventa tutto rosa e la gente sudata affolla il lungomare di Salonicco, vicino alla torre bianca. Tra il porto e piazza Aristoteles c’è una vasta scelta di bar sia sulla terraferma sia su barconi pieni di lucine, legati alla riva, mentre la cena si consuma molto tardi nelle taverne tipiche, dove se si è fortunati si può ascoltare il pizzicare delle corde del bouzouki.

Di notte Salonicco è piena di locali ed è facile ritrovarsi in Piazza Aristoteles, alle prime luci dell’alba, a mangiare un panino prima di andare a dormire. A Salonicco, tra i banchi deserti del mercato, alle 4 di notte, ho cantato “Aisha” insieme a un rifugiato siriano che suona la chitarra.

La penisola Calcidica si trova a sud-est di Salonicco e si protende verso il mar Egeo come una mano dotata di sole tre dita. Mi sono aggregata a M. e F. che stanno andando a Uranopoli e che hanno fatto aggiungere un letto per me nella stanza che hanno prenotato, che io di alloggi a buon prezzo non ne trovavo. Per arrivarci facciamo il giro largo, percorrendo la strada costiera e fermandoci in una spiaggia casuale, che poi con tutte le spiagge belle che ci stanno qui a me pare proprio una delle peggiori.
Mentre ci avviciniamo alla penisola di Agion Oros, che sarebbe il dito più orientale dei tre, appare il Monte Athos che con i suoi 2000 metri di altezza è la vetta più alta della penisola nonché la principale attrazione dei visitatori. La parte centro meridionale della penisola appartiene infatti alla repubblica autonoma del Monte Athos, meta di pellegrinaggio per i numerosi monasteri riservati ai soli uomini. Uranopoli si trova sulla costa occidentale ed è una rinomata località di villeggiatura infestata di negozi di articoli religiosi. Qui si può ritirare il Dhiamonitirion, un pass rilasciato dalle autorità monastiche che permette di visitare il monte Athos ed essere ospitati dai monasteri. A quanto pare il flusso dei pellegrini quest’anno ha subito un drastico calo in seguito allo scisma avvenuto tra il patriarcato di Mosca e quello di Costantinopoli: quest’ultimo infatti, guidato dal patriarca Bartolomeo, ha concesso l’indipendenza (o autocefalia) alla Chiesa ucraina che, così facendo, si è staccata dal Patriarcato di Mosca e questo fatto qua non è piaciuto per niente alla Russia.

A Uranopoli i prezzi per mangiare e bere sono piuttosto esosi ma per fortuna ci sono delle enoteche dove acquistare bottiglie di vino da bere sul terrazzo. M. sta studiando il greco e consulta spesso il librone di grammatica che porta sempre con sé. M. ha la caratteristica di pronunciare perfettamente le lingue straniere, anche quelle che non conosce tanto bene, così i suoi interlocutori pensano che sia madrelingua, gli parlano molto velocemente e lui non ci capisce un’acca. M. mi ha raccontato che quando viveva in Spagna a causa di questo problema non riusciva a trovare casa, perché quando telefonava agli affittuari aveva un tono formale tipico degli italiani, ma loro pensavano fosse spagnolo e li stesse prendendo per il culo. Poi, quando ha capito il suo errore, la prima telefonata che ha fatto con il suo spagnolo perfetto e col tono superamichevole tipico degli spagnoli, allora ha trovato subito casa. 
Sulle spiagge della penisola di Agion Oros abbiamo fatto dei bagni indimenticabili e ascoltato tantissima musica grazie a una cassa bluetooth Megaboom. E poi a Ierissos a un certo punto abbiamo trovato un mulino praticamente identico a quello che sta sulla copertina del libro di grammatica greca. L’ultimo pranzo in una tipica taverna ha avuto come scenario una spiaggia sovrastata dal monte Olimpo, dove ci siamo fermati mentre eravamo diretti a Volos. La sera le nostre strade si sono divise per sempre, e devo dire che mi è dispiaciuto molto perché con M. e F. ho condiviso delle emozioni a lungo sopite.
Volos è un comune molto ameno situato alle pendici del monte Pelio, dove la vita notturna non è niente di che e la spiaggia ha una clientela piuttosto âgée. Dalla stazione di Volos ho preso un autobus diretto a Kalambaka.

Kalambaka è una nota meta turistica grazie alle meteore, suggestive torri naturali di roccia su cui sorgono ventiquattro meravigliosi monasteri ortodossi. La signora dell’hotel mi prende in simpatia e mi dà una camera dotata di un delizioso terrazzino affacciato sulle meteore, che in questa vigilia di Ferragosto sono illuminate magicamente dalla luna piena. Durante la serata trascorsa a Kalambaka ho mangiato un’insalata greca, ho appreso delle notizie che forse avrei preferito non apprendere, ho conosciuto una persona che per certi versi sarebbe stato meglio non conoscere e ho bevuto alcuni bicchierini di tsipouro al bancone di un bar.

I primi eremiti occuparono questo luogo unico al mondo già nell'XI secolo, mentre i monasteri furono costruiti tre secoli dopo per difendersi dai soliti turchi. Oggi di monasteri intatti ne restano solo sei, due dei quali abitati da suore. Visitare i monasteri arroccati sulle meteore è piuttosto impegnativo sotto il sole di agosto, anche se oggi ci sono comode scale scavate nella roccia in luogo di quelle a pioli che c’erano fino al secolo scorso, ma il panorama dall’alto è davvero affascinante.

L’ultima meta è Ioannina, che sorge sulle sponde del lago Pamvotida, nella regione dell’Epiro. Essa è dotata di un centro storico molto interessante, di un castello ottomano, di una bella passeggiata sul lungolago e di molti graziosi ristoranti e localini. Dopo una settimana in Grecia, ho capito che rispetto alla Macedonia e all’Albania conoscere gente è piuttosto laborioso perché i greci hanno bisogno di più tempo per sciogliersi, dunque bisogna spesso passare molto tempo al bancone prima di intavolare qualche discussione interessante. Ecco perché non vedo l’ora di andare ad Argirocastro.