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IRLANDA

DESTINAZIONI 

Dublino (ago. 1993)

Non avevo nemmeno vent'anni quando acquistai un biglietto Inter-rail e me ne andai in Irlanda in treno. All'epoca non esistevano i voli low-cost e il viaggio fu lungo: attraversammo la Francia e ci fermammo a PARIGI, trascorremmo un paio di giorni nella peccaminosa AMSTERDAM (un immenso parco giochi, mi sembrò quella volta) e poi attraversammo la Manica, perdendo al terminal di DOVER l'ultimo autobus che conduceva in città. Quella notte trascorsa all'aperto, nel freddo di un'estate nordica, la ricordo come il simbolo dell'inesperienza ma anche dell'avventura del viaggio improvvisato. Non importa oggi che mi presi l'influenza e arrivai a DUBLINO in preda ai brividi, combinati con la destabilizzante sensazione di stare ancora in mezzo al mare.

Mentre lasciavamo la Gran Bretagna alla volta dell'Irlanda, nel bar di bordo conobbi un giramondo che suonava la chitarra: lo invidiavo moltissimo e mi vergognavo di dirgli che quello era uno dei miei primi viaggi all'estero. Erano gli anni Novanta, le ragazze indossavano anfibi DrMartens, lunghe gonne colorate e altri capi da mercatino. I giovani irlandesi avevano l'abitudine di bere il sidro in bottiglie di plastica e l'odore di birra era diffuso ovunque. Io provavo a leggere James Joyce senza capirci granché, Dublino era invasa dalla musica, a colazione mi servivano funghi e pomodori, il merchandising era tutto dedicato ai loro più esimi scrittori. A GALWAY, città universitaria nel Connemara, i colori del cielo nuvoloso erano fiabeschi e il mare d'acciaio in tempesta; mentre i gabbiani strillavano, io canticchiavo "Love is blindness" con commozione.

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Viaggio stampa semi-enciclopedico a CORK e nel KERRY (mag. 2005)

Sono tornata a CORK (dove all'epoca avevo assistito a un indimenticabile concerto degli U2) in un viaggio-stampa organizzato in occasione dell'inaugurazione di nuove rotte aeree dell'Air Lingus. Mentre Cork si sta organizzando per diventare "Capitale della cultura", i responsabili del turismo ci spiegano cosa attira i turisti in Irlanda; i ristoratori invece non hanno bisogno di parole: gli basta farci assaggiare le loro specialità in copiose porzioni. Solo ora ho capito che viaggiare da pezzenti è tutto un altro paio di maniche: non potevo immaginare che in Irlanda si mangiasse così bene. (Leggi tutto)