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  • Categoria: Lettonia

Rompiamo le righe

Livonia e Curlandia


Da Riga, con un tragitto di circa mezz'ora in un treno nuovo di zecca, si può raggiungere la più grande e rinomata spiaggia baltica, per tanti anni punto di ritrovo degli apparati sovietici: JŪRMALA. Seguendo tutti gli altri bagnanti che scendono alla stazione, ci ritroviamo incanalati in questo lunghissimo viale standard accessoriato di bar, ristoranti, negozi e bancarelle di souvenir. Presa la deviazione verso il mare, costeggiamo la pineta, le Spa, i centri termali e le case di legno per cui questa cittadina è famosa.

Arriviamo in questa agognata spiaggia baltica lunga più di trenta chilometri, dalla sabbia bianca e finissima, col mare apparentemente blu come la bandiera, la gente ordinatamente stesa ad abbronzarsi e la musica vacanziera internazionale giustamente sparata a volume anch'esso vacanziero dai chioschi sulla sabbia. Marcello raggiunge immediatamente il mare a passo di corsa, urlando al mondo baltico la sua soddisfazione incontenibile di immergersi in quell'acqua, giallognola sì, ma situata a moltissimi chilometri dall'Adriatico. Il mare, sorprendentemente privo di sale, ci arriva alle caviglie per diverse centinaia di metri.

Per esplorare l'area del PARCO NAZIONALE DEL GAUJA (che si trova sempre nella stessa regione chiamata LIVONIA), siamo stati qualche ora in dubbio se trascorrere una giornata a Sigulda oppure a Cēsis, entrambe raggiungibili comodamente dalla capitale con i mezzi pubblici. Per fortuna alla fine, forse più per motivi logistici che altro, optiamo per CĒSIS. Lì infatti, come tutti i sabato e domenica di luglio, è in corso la festa del paese. Per tutto il centro storico sono posizionate le bancarelle di oggetti di legno, dolci, gioielli, miele, mentre nelle piazzette principali sono distribuiti i tavoli dove poter ingozzarsi liberamente di salsicce, patate, crauti e birra alla spina. La festa è allietata dalle lezioni di tiro con l'arco e di percussioni medievali, e da altre trovate in tema, il tutto nelle rovine visitabili del Castello. Sul palco della piazza centrale invece si alternano concerti di musica tradizionale, spettacoli di comici locali grotteschi e gare di cucina.

Piuttosto alticci per il consumo di birra alla spina, e soprattutto storditi dal consumo del cementizio pane fritto all'aglio, facciamo ritorno alla capitale in serata, viaggiando in un autobus che ignora sconsideratamente i limiti di velocità.

Curlandia

Prima di spostarci in Lituania, l'ultima tappa lettone è la CURLANDIA (in lettone Kurzeme). In particolare la nostra destinazione è LIEPAJA, affacciata sul Baltico: anche qui raggiungiamo subito a passo di corsa la spiaggia, che si presenta sì bianchissima, ma anche fredda e umida; e, come se non bastasse, all'unico chiosco propongono la musica degli Aventura, che non si è capito se è sempre la stessa canzone oppure è un intero album.

Vista la situazione, ci togliamo il costume e raggiungiamo il quartiere di KAROSTA, dove il degrado è grigio, le strade sterrate e le panchine vuote. I palazzi di cemento sono tanti cubi messi insieme, con le finestre verdi (certi hanno ingentilito il balcone incassato con una pletora di fiorellini colorati). Nella CHIESA ORTODOSSA DI SAN NICOLA è l'ora della messa, e quando entriamo il pope ha già aperto la porta: le donne hanno tutte il fazzoletto in testa e si fanno il segno della croce in continuazione.

In realtà siamo venuti a Karosta per visitare la ex prigione sovietica. Durante il tour guidato ti fanno vedere le celle, quanta gente ci stava dentro, l'ufficio del capo con il busto di Lenin, il ritratto di Stalin accanto alla frasca di betulla secca, il telefono dell'epoca con i tasti di smistamento, insomma tutte le normali caratteristiche delle carceri comuniste trasformate in museo. Vengono offerti inoltre, per gruppi di minimo 10 persone, spettacoli dell'orrore con l'interazione dei visitatori, intitolati “Dietro le sbarre”. La cosa veramente agghiacciante però è che questa prigione funge anche da bed and breakfast: ciò significa che esiste qualcuno al mondo che paga per dormire nel letto di ferro di una cella lurida e per mangiare il vero rancio dei carcerati.

Zuppa di salmone e pankuka con carne per l'ultima cena in Lettonia: è con un po' di malinconia, molti ringraziamenti (paldies) e tante aspettative in merito al futuro, che lasciamo questo Paese dove è proibito bere bevande alcoliche e fumare in ogni luogo pubblico (anche all'aperto), dove le strade sono linde e immacolate e i semafori diffondono dei suoni sconcertanti alla Space Invaders. Dove è pieno di vespe e dove in estate devi dormire con le finestre chiuse nonostante il caldo, sia perché entrano le zanzare, sia perché alle tre di notte è già tutto illuminato.