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Incontro ufficiale con il re di DJOUGOU

Grandissimo entusiasmo questa mattina per il nostro gruppo di mosche bianche: il re di Djougou, Issifou Kpetoni Koda VI (ben più importante di Tingassawa e anzi in un certo senso suo superiore), ci ha accordato un'udienza.
Lo spettacolo più sconcertante però è avvenuto prima, fuori dalle mura del palazzo reale. Mentre in un anfratto un uomo scuoiava una capra, una donna stava lavando il suo neonato con una sostanza oleosa; a un certo punto l'ha preso in braccio, si è avvicinata a noi e ce lo ha mostrato: il viso e l'addome erano rigati da lunghi tagli rosso vivo ancora aperti. Ci hanno detto che si tratta di una delle nipotine del re; guardando bene, infatti, si capiva che era una bambina: su ogni guancia aveva quattro tagli, come tutte le femmine, mentre ai maschi spettano tre cicatrici soltanto. Anche se agli occidentali sembra una barbarie, secondo l'opinione di molti africani non c'è niente di sbagliato nel sottoporre un bambino appena nato a una scarificazione, anzi, tale pratica serve a prepararlo da subito alla vita, informandolo che non sarà per niente facile. “D'altra parte voi chiedete un parere a un bambino prima di battezzarlo o di vaccinarlo?”

Entrati nel comprensorio del palazzo, ci togliamo le scarpe e, superate delle tombe e delle pantere dipinte sui muri, veniamo introdotti in una specie di terrazzo con le pareti dipinte di azzurro e verde. Una sedia a sdraio, imbottita ma ben poco regale, sarà presto occupata dal re in persona; noi intanto siamo invitati a sederci sulle stuoie. L'autista Rafiu è talmente emozionato che non capisce più niente; appena entra il sire, si inginocchia davanti a lui balbettando.

Kpétoni Koda indossa una sobria palandrana a righe verticali e un cappellino coordinato, l'espressione dietro gli occhiali è seria ma non altera; accanto a lui gli altri dignitari di corte rimangono in piedi. Gli poniamo varie domande in francese e scopriamo quindi che ha numerose mogli e un numero spropositato di figli e nipoti, che si occupa di casi di giustizia di lieve entità mentre per i più gravi si ricorre alla polizia, che i re si succedono nella carica con una rotazione fra tre diverse famiglie, che i problemi più seri della regione sono la disoccupazione e l'analfabetismo, soprattutto femminile (per questo le scuole superiori sono gratuite per le ragazze). Il re inoltre ha l'ultima parola per confermare la nomina dell'imam (l'Islam è la religione praticata dalla famiglia reale e dalla maggioranza degli abitanti), incontra spesso le più alte cariche del Paese, compreso il Presidente, e presenzia alle cerimonie e manifestazioni ufficiali. 

Proprio l'altro ieri, ad esempio, ha partecipato qui a Djougou alla ventiduesima edizione della tradizionale festa della Gaani, dove ha incontrato il Presidente del Consiglio del Benin. Tra l'altro l'elicottero che trasportava alcuni pezzi grossi del governo, mentre atterrava allo stadio municipale, si è fracassato al suolo; per fortuna tutti i passeggeri sono rimasti illesi, compreso il primo ministro, il quale appena giunto nel luogo delle celebrazioni ha ringraziato le anime dei suoi antenati per questo miracolo.

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