home15.jpg
  • Categoria: Benin

La città su palafitte

Ganviè

Dalla LAGUNA DI NOKOUÉ partono le traversate in piroga per raggiungere Ganvié, la più estesa città africana su palafitte, fiore all'occhiello del turismo beninese. Gli antenati degli attuali abitanti si sistemarono qui per sfuggire alle razzie dei mercanti di schiavi Fon, i quali per motivi religiosi non potevano nemmeno sfiorarla l'acqua. Qualunque tipo di attività si svolge in barca e nelle capanne costruite su pali di legno infissi nel fondale del lago: commerci, approvvigionamento d'acqua, realizzazione di treccine, pesca, contrabbando di benzina nigeriana.
La navigazione procede placida tra canneti giallastri su cui svolacchiano garzette, cormorani e falchetti; la popolazione si sposta a remi, mentre quelli che stanno fermi è perché stanno pescando oppure stanno vendendo le loro mercanzie. La gente è molto fotogenica con gli abiti colorati e i turbantini, ma non si mostra molto affabile e molti di loro, specialmente le donne, si coprono la faccia con le mani.

Scendiamo su un isolotto artificiale dove sorge una grande moschea. In corrispondenza della statua dorata di un antico re giunge l'ormai familiare grido: «Pas de photos!»; proviene da due uomini in canottiera che si stanno avvicinando con un'andatura piuttosto minacciosa. Parte il solito alterco, ma per fortuna poco dopo compaiono dei ragazzotti muniti di occhiali da sole e copricapi colorati, che possiedono un provvidenziale smartphone puntato verso di me; finalmente siamo pari. Quando gli grido: «Il faut payer pour prendre des photos!», le risate suggellano la fine delle ostilità e possiamo esplorare in tranquillità il villaggio, dove fervono partite di calciobalilla e biliardo.

La guida che ci accompagna è un poliomielitico secco secco che cammina piegato in due come un compasso, ma dotato di un'agilità straordinaria: non deve essere stato facile nella sua condizione arrivare a fare questo mestiere, che tra l'altro prevede un continuo salire e scendere dalla piroga. Alla fine ci chiede un supplemento perché la gita era durata più del previsto, ma ritira la richiesta quando gli si fa notare che si è protratta perché lui stesso ci ha condotto in più di una capanna adibita a mercatino artigianale.

Galleria fotografica

Benin