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UN VIAGGETTO NELLA NORMA

In provincia di Latina

Tutti sanno che la strada Lungomare corre, per quasi trenta chilometri, da Foceverde – poco dopo Torre Astura – fino a Torre Paola, proprio sotto le falde del promontorio del Circeo. È una strada panoramica. Corre – o, per meglio dire, correva – proprio sopra la duna sabbiosa (il tumuleto), tra i quindici e i venti metri sul livello del mare. È panoramica perché, guidando, uno può vedere alla sua destra, in basso, il mare – l'azzurro mar Tirreno, distante una sessantina di metri dalla strada – e alla sua sinistra, sempre in basso, i laghi. Azzurri pure quelli. A meno di un chilometro. E in questo chilometro dalla strada ai laghi – sempre in basso – pinete e macchia mediterranea, e canali, e praterie di spagna e di trifoglio, e mandrie di bufali al pascolo. Allo stesso livello del mare, in alcuni punti. In altri più in basso ancora. Col mare, di là, acquattato come una serpe. Lo Zuiderzee.
[ Antonio Pennacchi, “Palude” ]

Norma

Norma è un piccolo comune abbarbicato sui monti Lepini. A poca distanza dalla città ci sono i resti archeologici dell'antica Norba, «una roccaforte nel pontino» che risale probabilmente al quarto secolo a. C.; nella vostra visita sarete accolti da mura ciclopiche e probabilmente da greggi di pecore. 

Affacciandosi da queste collinette ammirerete la bellissima Oasi di Ninfa, un giardino all'inglese iniziato da Gelasio Caetani nel 1921 ma purtroppo non sempre aperto ai visitatori, e spazierete con lo sguardo sulla pianura Pontina fino al mare e alla sagoma inconfondibile del promontorio del Circeo. Se ci sono le condizioni inoltre il borgo apparirà punteggiato dalle colorate vele dei parapendisti, che da qui decollano.

Sermoneta

Borgo medievale perfettamente conservato, feudo della famiglia Caetani sin dal Tredicesimo secolo, si è sempre prestato volentieri come set cinematografico (citiamo ad es. Non ci resta che piangere). Passeggiando tra le straducce acciottolate potreste imbattervi in artigiani esperti nella costruzione di armi bianche medievali, nonché in qualcuno che conosce personalmente il famoso e discusso scrittore Antonio Pennacchi, che ha messo per iscritto l'epopea dei coloni della bonifica dell'Agro Pontino.

Parco del Circeo

Il Monte Circeo, come del resto molti posti in Italia, è diventato residenza di vacanza per errore. Quasi senza rendersi conto della sua natura minacciosa. In realtà un luogo pieno di spavento, mitologico, lugubre. Immensa roccia magnetica. Cimitero indiano su cui qualcuno costruisce una villa. Passeggiando lungo la spiaggia di Sabaudia e avvicinandosi alla sua mole nera, là, in fondo, dove chiude la spiaggia in una gola, cammini per chilometri e sembra sempre uguale, lontana, finché all’improvviso te la ritrovi sopra, verticale, un massiccio buio e verde, ma di un verde più nero dell’inchiostro.
(Edoardo Albinati, "La scuola cattolica")

Il lago di Fogliano è il più grande tra i laghi costieri della regione pontina. Percorrendo la costa si raggiunge Capo Circeo, San Felice e la Punta Rossa.

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