home10.jpg

Sulle tracce di Gesù

Tiberiade sorge sull'omonimo lago (noto anche come Mare di Galilea) ed è una delle mete turistiche più frequentate di Israele. Per secoli fu la più grande città ebraica della Galilea, ma ebbe un grande sviluppo anche durante il primo periodo islamico. A partire dalla fine dell'Ottocento, quando iniziò il movimento sionista, sempre più ebrei sono andati a viverci, mentre la comunità araba, ancora molto presente all'inizio del dominio britannico, fu poi completamente evacuata, soprattutto dopo la proclamazione dello Stato d'Israele e la guerra arabo-israeliana (i palestinesi definiscono questa deportazione con la parola "nakba", ossia "catastrofe"). Anche in seguito un gran numero di immigrati ebrei si stabilì a Tiberiade, tanto che oggi la città ha una popolazione quasi esclusivamente ebraica.
"Peace land travel" sta scritto, presumo non ironicamente, su un autobus turistico che incrociamo mentre stiamo entrando a Tiberiade. Inizialmente non avevo inserito questa località nel mio programma di viaggio, ma poi Song (il ragazzo coreano che avevo conosciuto a Gerusalemme) mi aveva allettato con il fatto che grazie al lago il clima sarebbe stato assai mite. Una volta finito di questionare con la receptionist che voleva farmi pagare la camera più di quanto costava su booking, io e Song ci organizziamo per visitare i luoghi legati alla predicazione di Gesù, non prima di aver preso un gelato al Mc Donald's, per cui lui nutre una vera e propria venerazione.
Con l'autobus di linea andiamo a Tagba, dove secondo la tradizione cristiana si svolsero due episodi dei Vangeli, a ricordo dei quali sono state erette due chiese: la chiesa della Moltiplicazione dei pani è una chiesa benedettina senza infamia e senza lode, costruita da monaci tedeschi pochi decenni fa nel posto in cui Gesù moltiplicò i celebri cinque pani e due pesci che sfamarono circa cinquemila suoi fan, mentre la chiesa del Primato di Pietro ricorda sia un'apericena con gli apostoli, sia un fantomatico incontro tra i discepoli e Gesù risorto. Song non è cattolico, ma è molto interessato a tutte le religioni perché sostiene che se hanno tanto seguito un motivo ci sarà. Dunque sta a me introdurlo nel magico mondo dei miracoli di Cristo che, tra l'altro, proprio a pochi passi da qui camminò sulle acque del lago di Tiberiade e pronunciò il discorso della montagna sul monte delle Beatitudini. 
I panini acquistati a Tiberiade non si sono moltiplicati e ce li mangiamo in riva al lago, dove in estate si possono fare i bagni. E poi andiamo a Cafarnao, uno dei luoghi più citati nei Vangeli, che oggi è un sito archeologico molto frequentato gestito dai francescani. Qui Gesù avrebbe guarito diversi malati e assunto alcuni pescatori locali in qualità di discepoli, ma soprattutto avrebbe predicato nella sinagoga: la ricostruzione odierna fu edificata verso la fine del IV secolo sopra le fondamenta della cosiddetta sinagoga di Gesù, che per motivi di marketing si chiama così pure se è posteriore di almeno un secolo rispetto alla crocifissione. Le messe invece vengono celebrate in una chiesa degli anni Novanta, sospesa sulle rovine di una precedente chiesa del V secolo che inglobano la casa di San Pietro, dove si mormora che abbia abitato per un periodo anche Gesù. 
Dopo aver atteso invano un autobus per tornare a Tiberiade, ci mettiamo a fare l'autostop. Il commerciante di frutta che ci dà un passaggio è morbosamente curioso di conoscere tutti i dettagli del nostro viaggio, inoltre si lamenta perché Israele sta diventando davvero troppo religioso: effettivamente la popolazione di ebrei ultra-ortodossi è in costante aumento visto che il loro tasso di crescita è il doppio di quello nazionale.
Per cena mi hanno consigliato un elegante ristorante che si rivolge in particolare alla clientela russa e infatti il piatto più ricercato è il granchio reale. Trascorro il resto della serata sul rooftop dell'ostello, dove è allestito un piccolo bar che vende le Goldstar a prezzo competitivo. Della compagnia fanno parte due russi freschi freschi di fuga dal loro Paese a causa della chiamata alle armi: uno di loro inizia oggi il suo lavoro di volontariato presso l'ostello stesso in cambio di vitto e alloggio, l'altro mi mostra orgoglioso il suo passaporto israeliano nuovo di zecca, ricevuto in tempi record grazie al suo certificato di nascita che lo etichetta come ebreo. Inoltre chiacchiero a lungo con Vladi, uno dei tanti bielorussi in fuga dal regime di Lukashenko; Vladi ammira Israele perché accoglie chi lascia questi paesi e rispetta i diritti civili, mentre secondo lui nell'ANP litigano sempre e si ammazzano fra loro: "il terrorismo fa schifo e alla fine il più debole soccombe come sempre è stato", chiosa. 
Nel corso del 2022 in Israele sono arrivati moltissimi rifugiati da Russia, Bielorussia e Ucraina, ma l'immigrazione dall'Unione Sovietica, e in seguito dalla Russia e dai paesi confinanti, è stata sempre massiccia, tanto che oggi il russo è la lingua madre di quasi un quinto della popolazione.
Le sorgenti termali di Tiberiade erano note da prima dell'epoca cristiana e nella zona meridionale della città hanno dato vita a diversi centri termali (non a caso Tiberiade è gemellata con Montecatini). Dunque prima di proseguire con il viaggio, il mattino seguente, passiamo un'oretta e mezza all'Hamat Tiberias National Park, a mollo in una delle tre piscine calde all'aperto; io e Song siamo entrambi molto amanti delle hot springs, ma restiamo un po' delusi perché non ci aspettavamo delle piscine poco più grandi di una vasca da bagno.
A questo punto raggiungiamo Nazareth, la città dove Gesù trascorse la sua giovinezza. Quando attraversiamo la città di Cana racconto a Song il suo primo miracolo, quando il Nostro fu invitato a un matrimonio e trasformò l'acqua in vino. Song ridacchia come al solito, ma non mostra particolare entusiasmo visto che è astemio. Proseguo la lezione di catechismo informandolo che secondo il Nuovo Testamento Maria viveva a Nazareth quando l'arcangelo Gabriele le comunicò che era incinta di Gesù. Dopo essere scesi dall'autobus e aver impietosito la cameriera di un caffè affinché ci tenesse gli zaini, siamo andati appunto a visitare la chiesa dell'Annunciazione, una basilica cattolica in stile modernista, realizzata negli anni Sessanta nel luogo in cui, secondo molte confessioni cristiane, si trovava la casa di Maria. Poco dopo scopriamo che per gli ortodossi l’Annunciazione non sarebbe avvenuta mentre Maria era a casa, bensì nel momento in cui stava prendendo l'acqua alla fontana; essi commemorano questo evento con un'altra chiesa, decorata da un gran numero di affreschi, che sorge sopra a una cripta risalente all'epoca di Costantino in cui c'è l’unica sorgente di Nazareth da cui sgorga acqua tutto l’anno. Tra gli altri luoghi del Nuovo Testamento visitiamo anche la chiesa francescana costruita nel 1914 nel luogo in cui all'epoca c'era la bottega di falegname di san Giuseppe; a Song avevo anche detto che non era il vero padre di Gesù, ma questo già lo sapeva.
Nazareth oggi è una grande città quasi totalmente araba e infatti avrebbe dovuto far parte della Palestina, ma invece fu occupata e annessa dallo Stato d’Israele. Da allora i cristiani si sono dimezzati e oggi rappresentano circa il 30% della popolazione araba, mentre i due terzi sono islamici. 
Quando si parla della complessa situazione politica e sociale di Israele, raramente si menziona il fatto che più di un quinto degli israeliani sia di etnia araba e di religione non ebraica. Tra arabi ed ebrei ci sono evidenti disparità socio-economiche, ad esempio gli ebrei fanno meno figli (tranne gli ultra-ortodossi naturalmente) e vivono più a lungo, mentre gli arabi sono più poveri e sono più frequentemente disoccupati. Benché abbiano sulla carta gli stessi diritti di tutti gli israeliani, molti di loro si sentono discriminati, poiché in molti ambiti i governi hanno destinato più risorse al miglioramento degli standard di vita degli ebrei. Inoltre, anche se detengono alcuni seggi in Parlamento, nessun partito arabo ha mai preso parte a un governo di coalizione.
Secondo alcuni, Israele si impegna parecchio per integrare i cittadini arabi nello Stato, per questo sempre più persone non ebree (specialmente se hanno una buona situazione economica) non fanno fatica a definirsi israeliani e considerano positive le relazioni tra la popolazione ebraica e quella araba. Per altri, invece, la distanza tra i due popoli si è accentuata, come dimostra il fatto che nel maggio 2021 moltissimi arabi israeliani si sono uniti ai palestinesi nello sciopero generale per protestare (in alcuni casi in modo violento) contro le politiche del governo di destra di Netanyahu, soprattutto dopo la legge del 2018 che definiva Israele uno stato esclusivamente ebraico. Le proteste hanno unito due comunità che negli ultimi decenni erano state spesso divise tra loro e per una volta hanno preso di mira anche le annose vessazioni contro i palestinesi, come i bombardamenti sulla Striscia di Gaza e l’espropriazione sistematica delle case e dei terreni a Gerusalemme est. 

Galleria fotografica

Racconto di viaggio "LA LA HOLY LAND. Natale in Israele e Palestina"