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Racconti in Europa

NEL CUORE DEI BALCANI (Bosnia-Erzegovina)

Durante l'estate la compagnia aerea Mistral Air, del gruppo Poste Italiane, effettua ogni settimana un volo da Bari a Mostar, con cui intere famiglie numerose pugliesi e lucane si recano con entusiasmo in pellegrinaggio a Međugorje. Devo dunque ringraziare i fan delle apparizioni della Madonna se posso raggiungere la Bosnia in meno di un'ora, invece di trascorrere una lunga notte nel traghetto per Dubrovnik.

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ISONZO A COLORI (Slovenia)

Il fiume Soča nasce in Val Trenta, nelle Alpi Giulie slovene. Prima di fare il suo ingresso in Italia e prendere il nome di Isonzo, lambisce sinuosamente le città di Bovec, Kobarid e Tolmin. La sua 'bellezza di smeraldo' oggi fa da vivace scenario ad attività come il kayak, il rafting, il trekking, mentre un tempo era lo sfondo in bianco e nero di uno dei più terribili carnai che il nostro giovane Paese avesse conosciuto. Guardando le foto dell'epoca, è davvero difficile immaginare quanto siano spettacolari i suoi colori tra il verde e il turchese, l'ultima cosa che molti soldati dell'esercito regio avevano guardato prima di morire. 

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IL PAESE DI FRONTE E QUELLO CHE NON C'ERA (Albania e Kosovo)

Con colpevole ritardo abbiamo deciso di ricambiare la visita ai nostri dirimpettai albanesi, che da più di vent'anni ci sopportano qui in Puglia. Con questo degno proposito ci rechiamo all'aeroporto di Bari in una soleggiata mattina di agosto: il volo Belle Air Bari-Tirana dura soltanto 50 minuti, le procedure di imbarco sono velocissime e il personale del minuscolo velivolo parla anche italiano.

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1500 CHILOMETRI DI PIANURA (Polonia)

L'itinerario lineare che avevo programmato per il mio viaggio si è considerevolmente dilatato, trasformandosi in un'ellissi abbastanza assurda di circa 1500 chilometri, da Danzica a Cracovia. In questo Paese i rapporti umani non sono stati propriamente intensi, le difficoltà di comunicazione un ostacolo che va ben al di là del dizionario. Tra centri storici ricostruiti dopo la seconda guerra mondiale, bar lungo la Vistola dove sorseggiare birre allo sciroppo di lampone, statue di illustri scienziati, luoghi della memoria che stimolano alcune riflessioni pop, anche qui vengono fuori le contraddizioni di un Paese in trasformazione.

Viaggia in Polonia

LO STRETTO NECESSARIO (Andalusia e Gibilterra)

L'estate di circa 25 anni fa ricevetti una cartolina da una mia compagna di liceo. C'era scritto “Saluti dalla caldissima Annalisa”. O almeno, così mi sembrò di capire. Soltanto molti mesi dopo, riordinando il cassetto delle cartoline (allora ne ricevevo parecchie), mi accorsi che c'era scritto “Saluti dalla caldissima Andalusia”, che almeno aveva un senso visto che la mia amica non era una lap dancer.

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FRUMOASĂ ROMÂNIA?

Nel mio viaggio in ROMANIA (durato ben tre settimane nel luglio 2012) mi sono dedicata all'incredibile catalogo di persone incontrate, ognuna con la sua storia. A convincermi a partire sono stati un violinista della Bucovina e due scolare rumene. Poi, in viaggio, col passare dei giorni e l'accumularsi di ore di autobus, treno e automobile, tanti personaggi sono comparsi sul mio cammino: guide giovani e preparate e solerti receptionist, un dittatore poco morigerato (per fortuna non più in vita) e un ingegnere divorziato e malinconico, un barista che parla napoletano e un custode di chiesa dal forte accento romano, controllori di treno baffuti e sfaticati e fidanzate sfiorite di business men meridionali... Ad ognuno di loro va il mio pensiero e il mio ringraziamento per avermi guidato alla scoperta di questo paese così ricco di bellezza, di storia e di storie.

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C'ERA UNA VOLTA... IN PORTOGALLO

La Viaggiatrice lo aveva promesso: quel saluto di quattro anni prima, rivolto ai milioni di piastrelle, tegole e galletti di Lisbona, era soltanto un arrivederci. Josè Saramago nel frattempo è passato a miglior vita, ma poiché le parole degli scrittori non scompaiono con chi le ha scritte, nessuno le vieta di continuare a considerarlo − come se niente fosse − il faro che indica la rotta.

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GOMITO A GOMITO CON IL MAR BALTICO (Estonia, Lettonia e Lituania)

L'ESTONIA, la LETTONIA e la LITUANIA le ho visitate - con Marcello! - in quattro settimane, allo scopo di scardinare un concetto geografico semplificatorio che le considera sempre come un tutt'uno.
Si parte dalla piccola e periferica Estonia, dove un inusuale caldo torrido non frena i nostri eroi dall'esplorazione di foreste e fattorie, musei e mercati, lottando contro un destino avverso che non vuole farli arrivare al mare. Si giunge in Lettonia, dove tutto gira intorno alla splendida Riga: gabbiani e turisti, spiagge baltiche e parchi naturali, chiese ortodosse ed ex prigioni. Infine si entra in Lituania, dove i viaggiatori pedalano senza sosta nell'affascinante penisola di Neringa, sgranano gli occhi presso la collina delle croci, conoscono da vicino la comunità dei caraimi e inaspettatamente apprezzano la cucina locale, così diversa da quella mediterranea. La storia nel tritacarne della modernità non finisce di sorprendere: cimeli sovietici e prigioni trasformate in bed&breakfast, mentre i crocieristi seguono la sagoma di Topolino nella città vecchia di Tallin.

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SULLE TRACCE DI SARAMAGO (Lisbona, Portogallo)

La viaggiatrice aveva in programma una breve visita di Lisbona, che per lei ancora non era altro che un tram giallo che attraversa un vicolo strettissimo con l'inconfondibile sottofondo della voce di Teresa Salgueiro dei Madredeus. Ma si dava il caso che la Piperita si trovasse allocata in un minuscolo villaggio tra le montagne a nord di Viseu e dunque la viaggiatrice ha pensato bene di attraversare longitudinalmente il Paese in bus per andare a recarle un salvifico saluto.

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UN WEEK-END ANSEATICO (Lubecca, Germania)

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L'esistenza del volo low-cost da Mailand (in realtà, più che Milano, Bergamo) ad Hamburg (in realtà, più che Amburgo, Lubecca) mi permette di trascorrere un simpatico fine settimana pre-natalizio molto anseatico. Già la fauna che popolava l'aereo alla partenza di un venerdì sera di fine novembre particolarmente tiepido potrebbe meritare un capitolo a parte.

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UN VIAGGIO STAMPA SEMI-ENCICLOPEDICO (Irlanda sud-occidentale)

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Non avevo manco vent'anni quando acquistai un biglietto Inter-rail (all'epoca non esistevano i voli low-cost) e insieme a due amici arrivai fino in IRLANDA. Attraversammo la Francia e ci fermammo a PARIGI, trascorremmo un paio di giorni nella peccaminosa AMSTERDAM (un immenso parco giochi, mi sembrò quella volta) e poi attraversammo la Manica, perdendo al terminal di DOVER l'ultimo autobus che conduceva in città. Quella notte trascorsa all'aperto, nel freddo di un'estate nordica, la ricordo come il simbolo dell'inesperienza ma anche dell'avventura del viaggio improvvisato. Non importa oggi che poi mi presi l'influenza e arrivai a DUBLINO in preda ai brividi, combinati con la destabilizzante sensazione di stare ancora in mezzo al mare.

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