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Racconti in Asia

JALAN-JALAN. PER LE STRADE DELL'INDONESIA

Due o tre anni fa sono andata in l'India con un'amica. Era la prima volta che viaggiavamo insieme e ben presto mi resi conto che avevamo uno stile diverso: lei aveva programmato un lungo elenco di attrazioni turistiche “da non perdere” e per ottimizzare i tempi (ma anche per pigrizia) preferiva raggiungere le varie mete con i mezzi piuttosto che a piedi. Una delle prime sere le imposi di non prendere il tuk-tuk per andare al ristorante dove avevamo deciso di cenare. Durante la passeggiata mi confessò che non le era mai capitato di essere invitata a cena da sconosciuti come era successo a me varie volte, ma le sarebbe piaciuto molto, e io le promisi che se lo avesse desiderato davvero sarebbe capitato con grande facilità.

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KEBAB A COLAZIONE (Turchia)

Cara Turchia, sono arrivata con imperdonabile ritardo al nostro appuntamento. Lo sai? Ti giravo intorno già da un po'. Cinque anni fa non eravamo troppo lontane mentre in un minibus, a nord di ALEPPO, l'autista mi diceva: «Vedi, lì dietro c'è la Turchia» e all'autoradio prendevamo le tue stazioni e ascoltavamo la tua musica. Poi, l'anno dopo, ti ho vista dal vivo; a dire il vero, ho visto solo una piccola parte di te, seppure quella più alta: sulla strada per YEREVAN apparve la cima innevata del Monte Ararat e il mio casuale compagno di viaggio ci tenne a farmi sapere che − anche se attualmente la biblica montagna si trova in territorio turco − il lato ben visibile da lì, dall'Armenia, è quello più bello.

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INDIA PER PRINCIPIANTI

Quando arrivi in India, vieni subito avvolto dall'odore di India: una conturbante miscela di gas di scarico, spezie, frutta in decomposizione, merda bovina e legno bruciato. A seconda se lo catalogherai istintivamente come un profumo o come una puzza, si capirà se rientri nella categoria degli amanti dell'India o in quella dei suoi detrattori. Coloro i quali la disprezzano, oltre all'odore, non sopporteranno altre tipiche peculiarità indiane: ad esempio la polvere, i clacson continui, l'ambigua gestualità, la burocrazia, il fatto di essere continuamente fissati dalla gente. L'India non è un semplice Paese, bensì una disposizione d'animo.

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CHE CAUCASO, UN'ALTRA GUIDA DI VIAGGIO! (Georgia e Armenia)

La GEORGIA e l'ARMENIA sono due piccoli Stati caucasici, simili ma allo stesso tempo diversissimi tra loro, e io li ho visitati insieme a Marie. Intraprendendo l'utile lettura di questa mini-guida, conoscerete le usanze dei relativi popoli e comprenderete come mai amano così tanto l'Italia. Imparerete tutti i segreti per spostarsi da un posto all'altro evitando gli armenti e per sopravvivere una settimana in Georgia senza finire le giornate troppo ubriachi. Capirete inoltre perché è fondamentale scegliere bene i propri compagni di viaggio quando si visitano Paesi dotati di montagne.

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KERALA, UNA BRICIOLA DI INDIA

THIRUVANANTHAPURAM (nota — per comprensibili motivi — anche con il nome coloniale di Trivandrum) è la capitale dello stato federale del Kerala e conta circa 750mila abitanti. A quanto pare, la maggior parte di loro è accatastata oltre la transenna degli arrivi dell'aeroporto internazionale, certificato ISO, alle quattro della mattina del nostro sbarco in India meridionale.

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SIRIA, LA MIA SECONDA CASA

Quando andai in Siria, nella primavera del 2010, era difficile immaginare cosa sarebbe accaduto soltanto un anno dopo. Era il periodo di Pasqua e, presso il monastero di Padre Paolo, fui colpita dallo spirito di fratellanza che accomunava le famiglie che consumavano il picnic del venerdì islamico e quelle che celebravano il venerdì santo.
In realtà alcuni dettagli mi fecero riflettere: il Presidente col mezzo sorriso su grandi poster, la chiusura degli abitanti nei confronti dei discorsi politici, i repentini cambiamenti economici e sociali in corso di cui mi parlarono, l'aria inquisitiva della guida russofona che il governo ci aveva imposto. Ma lì per lì non ci feci molto caso, abbagliata dal sole della Siria e affascinata dalle ricche tracce del passato e dalla seducente cordialità del suo popolo.

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LA "SPIAGGIA" NON ESISTE (Thailandia)

Avevo scelto la Thailandia come destinazione del mio viaggio estivo per una ragione molto terra terra: la Emirates proponeva biglietti aerei da Roma a Bangkok con scalo a Dubai a soli 400 euro. Mi trovo dunque all'aeroporto di Dubai: ora locale le ventitré e trenta e una lunga notte da trascorrere lì (diciamolo che questo era uno dei motivi dell'infimo prezzo dei voli). Il problema dell'aeroporto di Dubai è che c'è un'unica smoking lounge minuscola dove l'aria è irrespirabile e la gente che aspira ad entrarci è troppa. L'alternativa è fumare in un bar o ristorante dove sei obbligato ad acquistare una consumazione piuttosto esosa, da pagare possibilmente con carta di credito in modo da non ricevere inutile moneta degli Emirati Arabi come resto. Per farla breve, sono entrata verso mezzanotte in un Irish Pub e ne sono uscita alcune Guinness dopo, al sorgere del sole.

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APPUNTI PILIPINI

Il viaggio comincia la mattina della vigilia di Natale quando, invece di sfinirmi di aperitivi a Bari vecchia, ero incolonnata al check-in della Cathay Pacific dell'aeroporto di Fiumicino, insieme a centinaia di filippini pimpanti che impugnavano carrelli carichi di valigie, misteriose scatole di cartone e alcuni panettoni e pandori, molti dei quali sarebbero arrivati a destinazione mezzi sfondati. In quel momento pensavo che i filippini immigrati all'estero se la tirassero di più rispetto ai filippini rimasti a casa loro, anche se poi ho scoperto che, poiché il popolo filippino è uno di quelli che se la tira di meno in assoluto a livello mondiale, anche i filippini emigrati non se la tirano poi tantissimo.

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IL FIORE DELLE MILLE E UNA NOTTE (Yemen)

Quando ho deciso di visitare lo Yemen, prima mi sono informata sulla situazione sicurezza. I rapimenti di turisti (tipica usanza di quello Stato mediorientale) non si verificavano ormai da qualche anno, così ho prenotato a cuor leggero un tour con Avventure nel mondo, che sarebbe durato circa un paio di settimane durante le vacanze natalizie. Purtroppo poco prima di partire è giunta notizia del rapimento di due visitatori stranieri, mi sembra di nazionalità austriaca. Non ho dato molto peso alla cosa: ormai avevo deciso e non volevo tornare indietro. Faccio questa premessa per dire che non dovevo sorprendermi se 5 persone partite come me per lo Yemen, lo stesso giorno e con lo stesso tour, invece di godersi un viaggio meraviglioso in una terra da sogno, sono state tenute in un luogo misterioso sotto la minaccia del kalashnikov per quasi tutta la durata del nostro viaggio.

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IL VIAGGIO È UN GRANDE MAESTRO (Nepal)

La prima volta che sono andata in Asia non ho scelto la mia meta in base a profonde motivazioni spirituali, né in base alle condizioni climatiche, ma per puro caso. Visitare il Nepal nel periodo dei monsoni infatti non è stata propriamente una furbata: non soltanto gli acquazzoni frequentemente mi hanno infradiciata, ma ho dovuto affrontare spiacevoli conseguenze come frane disastrose, strade chiuse, sentieri infestati di sanguisughe e cieli perennemente nuvolosi.

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