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SUNSHINE IN LONDON

Un fine novembre particolarmente soleggiato ha celebrato il mio ritorno a Londra dopo ben 23 anni. La città è molto diversa rispetto agli anni Novanta, ma certe abitudini non cambiano mai: anche questa volta un allarme antincendio mi ha svegliato all'alba. Questa volta ho saputo che era colpa di un tostapane un po' troppo caliente. Mi trovavo per la precisione al Wombat city hostel, un posto piuttosto trendy vicino al Tower bridge. Oltre al fatto dell'allarme, è accaduto pure che è arrivata la polizia perché un ospite si voleva suicidare, inoltre una notte una delle mie travel mate è sparita dal suo letto e poi ho scoperto che non si era appartata con un canadese che aveva conosciuto al biliardo, bensì aveva manifestato un insolito prurito tra le lenzuola.

Un altro fatto che è accaduto a Londra riguarda il viaggio di ritorno. Abbiamo acquistato il biglietto dello Stanstead Express, ma pochi secondi dopo l'acquisto ci siamo accorte che il treno non funzionava ed era stato sostituito da un autobus. La fila era troppo lunga per permetterci di arrivare in tempo in aeroporto, dunque l'abbiamo scavalcata fottendocene altamente di eventuali polemiche. Effettivamente siamo arrivate in tempo, salvo che poi ai controlli di sicurezza mi hanno bloccato per un tempo incredibilmente lungo solo perché (ho scoperto dopo) avevo un ebook reader nello zaino (mi è anche andata bene perché altre erano state fermate a causa dei trucchi). Il gate era lontanissimo e ho dovuto correre come non mai nella mia vita, arrivando in un bagno di sudore alla porta dell'aereo che stava praticamente per essere chiusa. Per fortuna gli inglesi sono dei signori e di fronte al mio complaint mi hanno mandato un assegno che abbiamo poi speso in un ristorante giapponese di Bari.

In quanto a Londra, anche se faceva un freddo porco c'era sempre il sole e il cielo blu, inoltre era già allestita per Natale e poi, quando ti si erano congelate le mani e la faccia, appariva sempre un pub elegantissimo dove bersi una Guinness. 

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