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Cape Town in bianco e nero

Nei quartieri centrali di Cape Town all'epoca ci abitavano solo i bianchi, meno del venti per cento della popolazione. Ancora oggi sono bianchi i clienti dei bar lungo la Camps Bay, quelli che mangiano il sushi e bevono i cocktail ascoltando musica lounge, e quelli che la sera vanno nei club. Sono bianchi quelli che vanno a correre sul lungomare con minuscole tutine o calzoncini attillati, tutti con gli auricolari nelle orecchie. Sono bianchi quelli che hanno fatto costruire ascensori per collegare il piano di sopra con quello di sotto delle loro abitazioni affacciate sull'oceano, che hanno dotato i muri di cinta delle loro villette all'europea di fili elettrificati e sofisticati impianti di allarme e che hanno sottoscritto un contratto con la vigilanza privata, a giudicare dai cartelli che promettono – nero su bianco – una risposta armata in caso di intrusioni ("siete state avvertiti"). Sono bianchi i vip e le modelle che affollano le spiagge numero uno e due di Clifton; sono bianchi i gay e le lesbiche che affollano la spiaggia numero tre e sono bianche le famiglie che affollano la numero quattro.

I neri però sono molto più furbi perché frequentano le spiagge della False Bay, dove l'acqua è più calda di circa 10 gradi e possono farsi il bagno, cosa che a Clifton è praticamente impossibile. 

Racconto di viaggio "UN VIAGGIO IN CAPO AL MONDO. Un inverno estivo in Sudafrica"<

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