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Mi si potrà obiettare che questi piccoli aneddoti riguardano solo la mia umile persona e non presentano alcun interesse per il pubblico. Ma se qualcuno dovesse accarezzare un progetto di viaggio in queste contrade lontane, può darsi che il racconto delle mie modeste avventure non gli sia del tutto inutile… Il viaggio è un grande maestro; chi si sposta senza nulla apprendere può con buona ragione esser definito un asino. 
(Niccolò Manucci, "Storia do Mogor")
Viaggiando per il mondo a cercar di capirlo non ci sono migliori compagni di quelli che con lo stesso spirito han fatto la stessa strada e ne hanno scritto. 
(Tiziano Terzani, "Buonanotte, signor Lenin")

UN VIAGGETTO NELLA NORMA

In provincia di Latina

Tutti sanno che la strada Lungomare corre, per quasi trenta chilometri, da Foceverde – poco dopo Torre Astura – fino a Torre Paola, proprio sotto le falde del promontorio del Circeo. È una strada panoramica. Corre – o, per meglio dire, correva – proprio sopra la duna sabbiosa (il tumuleto), tra i quindici e i venti metri sul livello del mare. È panoramica perché, guidando, uno può vedere alla sua destra, in basso, il mare – l'azzurro mar Tirreno, distante una sessantina di metri dalla strada – e alla sua sinistra, sempre in basso, i laghi. Azzurri pure quelli. A meno di un chilometro. E in questo chilometro dalla strada ai laghi – sempre in basso – pinete e macchia mediterranea, e canali, e praterie di spagna e di trifoglio, e mandrie di bufali al pascolo. Allo stesso livello del mare, in alcuni punti. In altri più in basso ancora. Col mare, di là, acquattato come una serpe. Lo Zuiderzee.
(Antonio Pennacchi, “Palude”)

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PIANA DELLE ORME

Il più sorprendente e sconosciuto parco storico tematico italiano

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Isonzo a colori

Bovec e Kobarid 

Il comune alpino di Bovec, ai piedi del monte Rombon e ai margini del parco nazionale del Triglav, ci ha ospitato per tre giorni nuvolosi a cavallo di Ferragosto, in una delle centinaia di apartmaji di cui è fornito. Poiché questa fetta dell'attuale Slovenia venne inglobata nei confini italiani dal 1920 al 1947, Bovec possiede un nome italiano (Plezzo), e la stessa cosa accade con gli altri toponimi della zona. Bovec è un buon punto di partenza per esplorare l'area in quanto dotata di centinaia di posti letto, ma per la cena è meglio spostarsi a Kobarid, capitale gastronomica della regione.

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IL SELVAGGIO EST

Dolomiti friulane

Una rilassante settimana in montagna nelle Dolomiti Friulane, facendo base presso il bellissimo albergo diffuso di Cimolais. L'attrazione principale della zona è il Campanile di Val Montanaia, ma sono numerosissimi i sentieri tra cui scegliere: la natura è selvaggia e i turisti non troppo numerosi.

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JALAN-JALAN PER LE STRADE DELL'INDONESIA

Viaggio a Giacarta, Sulawesi e Bali

Due o tre anni fa sono andata in l'India con un'amica. Era la prima volta che viaggiavamo insieme e ben presto mi resi conto che avevamo uno stile diverso: lei aveva programmato un lungo elenco di attrazioni turistiche “da non perdere” e per ottimizzare i tempi (ma anche per pigrizia) preferiva raggiungere le varie mete con i mezzi piuttosto che a piedi. Una delle prime sere le imposi di non prendere il tuk-tuk per andare al ristorante dove avevamo deciso di cenare. Durante la passeggiata mi confessò che non le era mai capitato di essere invitata a cena da sconosciuti come era successo a me varie volte, ma le sarebbe piaciuto molto, e io le promisi che se lo avesse desiderato davvero sarebbe capitato con grande facilità. Il primo invito non si fece attendere: dopo soli cinque minuti di cammino attraverso viuzze sconnesse e scarsamente illuminate, due uomini nei pressi di un tempietto addobbato ci offrirono un piatto di riso, sorridendo. Declinammo la proposta perché ambivamo a qualcosa di meglio, ma eravamo sulla buona strada. Giunte al nostro indirizzo, ci fermammo a chiedere indicazioni in merito al fantomatico ristorante. In quel mentre notammo, sull'altro lato del viale, un enorme tendone bianco illuminato da plafoniere da stadio. Ci precipitammo a vedere di cosa si trattasse e in men che non si dica fummo invitate ad una festa di matrimonio. Ci trattarono come ospiti d'onore, assaggiammo delle pietanze deliziose, conoscemmo molti eleganti parenti. Insomma, fu una serata indimenticabile.
Noi turisti a volte tendiamo a considerare un viaggio come una raccolta di figurine, il cui obiettivo è completare la pagina, mettere una ics su ogni attrazione, mentre alcuni dei miei migliori ricordi sono incollati a luoghi incontrati per caso e non segnalati su una guida come “da non perdere” (tra l'altro, come si fa a perdere qualcosa se prima non l'hai trovato?). Il vero viaggio è quello che si fa tra un luogo imperdibile e l’altro ed è per questo che ho imparato a muovermi quanto più possibile a piedi o, come dicono in Indonesia, "jalan-jalan".

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KEBAB A COLAZIONE

Da Istanbul al Sud-Est della Turchia

Sono arrivata con imperdonabile ritardo al mio appuntamento con la Turchia, a cui giravo intorno già da un po'. Cinque anni fa non ero troppo lontana mentre in un minibus, a nord di Aleppo, l'autista mi diceva: «Vedi, lì dietro c'è la Turchia» e all'autoradio prendevamo le sue stazioni e ascoltavamo la sua musica. Poi, l'anno dopo, l’ho vista dal vivo; a dire il vero, ne ho visto solo una piccola parte, seppure quella più alta: sulla strada per Yerevan apparve la cima innevata del Monte Ararat e il mio casuale compagno di viaggio ci tenne a farmi sapere che − anche se attualmente la biblica montagna si trova in territorio turco − il lato ben visibile da lì, dall'Armenia, è quello più bello. E poi, ho sentito il suo odore e le sue note a Batumi, sulla spiaggia e nei bar affacciati sul Mar Nero, pure se mi trovavo in Georgia e, a separarmi da lei, c'erano ancora venti chilometri (che io non ho percorso). E infine l’ho pensata in Romania, quando, passeggiando lungo gli ultimi metri di uno dei rami del Danubio, sono giunta al punto in cui sfociava nel Mar Nero e ho pensato che di fronte c'era la Georgia, ma a destra, verso meridione, c'era la Turchia. Condividevamo, di nuovo, lo stesso mare.
Si può immaginare, adesso, l'emozione che provo sull'aereo diretto ad Istanbul.

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VADO AL MASSIMO, VADO IN MESSICO

Da Città del Messico al Chiapas e ritorno

Gli esseri umani non amano fare le cose da soli. Gli italiani, in particolare, sono un popolo che cerca compagnia persino per andare al cinema o al cesso, figuriamoci per i viaggi. Partire da soli sembra ai più una pratica da sfigati o, al massimo, un'esperienza incompleta. Non a caso, una buona parte dei “solo traveller” italiani che ho incontrato in giro per il mondo erano partiti con qualcuno e poi se ne erano liberati (magari momentaneamente), oppure stavano raggiungendo il classico amico che ha aperto un baretto a Playa del Carmen o che fa il baby pensionato in qualche posto fricchettone dell'India.
D'altra parte anche per me non sempre è stato facile liberarmi del condizionamento sociale: prima di partire infatti solitamente alcuni miei conoscenti si divertono a terrorizzarmi, elencandomi le sfighe più drammatiche che mi potrebbero capitare e dalle quali difficilmente mi salverò a causa della mia irrimediabile solitudine.

Viaggia in Messico

E LA CHIAMANO ESTATE

Valsesia, Piemonte

La Valsesia (incuneata nella ridente provincia di Vercelli) è la valle più verde d'Italia. L'ho verificato in prima persona d'estate, scoprendo altresì con raccapriccio che ciò è dovuto alle abbondantissime precipitazioni. Normalmente le temperature estive sono abbastanza elevate (se non addirittura afose, a basse altitudini), ma ho constatato che i climatologi hanno questo brutto vizio di generalizzare: non credo infatti che tutti gli anni nevichi a meno di 3000 metri di quota.

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IO MI RICORDO

Québec, un po' di Canada

Ci vuole fortuna nella vita, per esempio io sono molto riconoscente di essere nata in Italia. Metti che nascevo in Québec: sarei stata convinta che il formaggio "mozzarellissima" abbia davvero qualcosa in comune con la mozzarella, avrei chiamato il salame pepperoni, e poi, quanto avrei dovuto spendere ogni volta per venire in Italia?
Se fossi nata in Canada, anch'io di certo sarei stata una cliente fissa di questa compagnia low cost che effettua voli diretti che collegano alcune città europee con le principali città canadesi. Questa compagnia è molto nota ai canadesi oriundi europei, ma viene opzionata anche da quei bon vivant non oriundi che decidono di trascorrere le proprie vacanze in Europa e perfino da quel minuscolo manipolo di europei ai quali è balenata la stravagante idea di andare a visitare il Canada. Io avevo già preso alcuni voli intercontinentali disastrosi, però Air Transat è peggio perfino di Argentina Aerolineas, e ho detto tutto.

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INDIA PER PRINCIPIANTI

Viaggio in Maharashtra, Karnataka e Goa

Una piccola guida per i principianti dell'India, destinati ad innamorarsene o a detestarla irrimediabilmente. Un'introduzione ad alcuni curiosi costumi indiani, ma anche alla conoscenza delle località più interessanti del Maharashtra, del Karnataka e del Goa.

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LOVE ME, TERNI

Umbria

È il ponte di Ognissanti e l'Umbria meridionale mi sta aspettando per un long weekend all'insegna della cultura e dell'amicizia. La base sarà Terni, la Manchester d'Italia, sede delle acciaierie sin dal 1800 (per fortuna circondate da verdi paesaggi collinari) e nota come città degli innamorati per merito del patrono San Valentino. 
Resti archeologici romani, chiese e porte medievali si affiancano ai monumenti di archeologia industriale, tra i quali si segnalano gli Umbria Studios di Papigno, dove hanno girato registi come Benigni Fellini, Dario Argento, Visconti.

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IL PAESE DI FRONTE E QUELLO CHE NON C'ERA

Tra le montagne dell'Albania e del Kosovo

Con colpevole ritardo ho deciso di ricambiare la visita ai nostri dirimpettai albanesi, che da più di vent'anni ci sopportano qui in Puglia. Con questo degno proposito mi reco all'aeroporto di Bari in una soleggiata mattina di agosto: il volo Belle Air Bari-Tirana dura soltanto 50 minuti, le procedure di imbarco sono velocissime e il personale del minuscolo velivolo parla anche italiano.
All'aeroporto prelevo i Lek dal bancomat dell'Intesa San Paolo che, come verificherò in seguito, ha monopolizzato il Paese. L'autobus per il centro è pronto per partire e immediatamente realizzo che spostarsi, in Albania, sarà molto facile: gli altri passeggeri e il conducente trascorrono i venti minuti di tragitto discutendo su dove è meglio accompagnarmi per farmi prendere un mezzo pubblico per Scutari.
A Tirana c'è odore di spezie e kebab turco, venditori ambulanti di sigarette e banchetti di pomodori, rotonde prive di regole e clacson impazziti. Il furgon per Scutari è già pronto per partire, è libero l'ultimo posto in fondo. Mi sembra di non essermi allontanata quasi per niente da casa, eppure ho subito la sensazione di essere stata teletrasportata all'altro capo del mondo.

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1500 CHILOMETRI DI PIANURA

Itinerario estivo in Polonia

Ero a Cracovia, seduta ad una macchina da cucire a mobiletto sulla terrazza del locale Singer. Alle 11 di sera, finalmente una lievissima brezza stava soffiando nel quartiere ebraico di Kazimierz. Avevo socializzato con alcuni turisti: svedesi, canadesi, olandesi, australiani. Il canadese viaggiava in Europa con un gruppo organizzato: in dieci giorni avrebbero visitato Budapest, Praga, Cracovia e chissà cos'altro; era la prima volta che veniva in Europa ed era veramente esaltato dall'abbondanza di testimonianze storiche. Quando se n'è andato, io e lo svedese ci siamo guardati perplessi. Per noi la Polonia era molto differente dalle nostre rispettive terre di provenienza e facevamo fatica solo a immaginare che cosa volesse dire "Europa", per il canadese (il quale, oltretutto, aveva confuso la Svezia con la Svizzera).

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LO STRETTO NECESSARIO

Andalusia e Gibilterra

L'estate di circa 25 anni fa ricevetti una cartolina da una mia compagna di liceo. C'era scritto “Saluti dalla caldissima Annalisa”. O almeno, così mi sembrò di capire. Soltanto molti mesi dopo, riordinando il cassetto delle cartoline (allora ne ricevevo parecchie), mi accorsi che c'era scritto “Saluti dalla caldissima Andalusia”, che almeno aveva un senso visto che la mia amica non era una lap dancer.
In tutti questi anni ho sentito parlare molto dell'Andalusia, ma non ci sono mai andata, forse anche a causa di questa cartolina, e in particolare di quell'aggettivo, di grado superlativo assoluto.
Poi, nel mese di giugno 2013, grazie alla peraltro odiosa Ryanair, in un momento di debolezza ho acquistato un volo economico diretto Bari-Siviglia. A quel punto non potevo tirarmi indietro, nonostante i segnali minacciosi che mi inviava la pagina del meteo di Siviglia (38 gradi alle ore 22).

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AFRICA IN POLVERE

Esplorando l'Etiopia del Nord

È notte fonda all'aeroporto di Addis Abeba. L'avifauna etiope ci dà il benvenuto da un grande poster. Due inservienti in divisa dormono beatamente sdraiati sulle sedie della sala d'aspetto.
All'ufficio di cambio trecento euro vengono lentamente trasformati in un malloppo maleodorante di Birr. Ancora non sapevo che quel gruzzolo puzzolente si sarebbe sì assottigliato, ma mai estinto, e che dieci giorni dopo, nello stesso aeroporto deserto alle 2 di notte, sarebbe stata un'impresa trasformarne la parte restante in euro, dollari, bounty, mars, calzini e marlboro lights.

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FRUMOASĂ ROMÂNIA?

A convincermi a partire sono stati un violinista della Bucovina e due scolare rumene. Poi, in viaggio, col passare dei giorni e l'accumularsi di ore di autobus, treno e automobile, tanti personaggi sono comparsi sul mio cammino: guide giovani e preparate e solerti receptionist, un dittatore poco morigerato (per fortuna non più in vita) e un ingegnere divorziato e malinconico, un barista che parla napoletano e un custode di chiesa dal forte accento romano, controllori di treno baffuti e sfaticati e fidanzate sfiorite di business men meridionali... Ad ognuno di loro va il mio pensiero e il mio ringraziamento per avermi guidato alla scoperta di questo paese così ricco di bellezza, di storia e di storie.

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UN VIAGGIO IN CAPO AL MONDO

Un inverno estivo in Sudafrica e Swaziland

C'erano venti esseri umani di nazionalità italiana di fronte all'ufficio di cambio dell'aeroporto di Johannesburg, la mattina della Vigilia di Natale. Quasi tutti avevano più bagagli di quanti in realtà gliene sarebbero serviti. Tutti erano eccitati per l'avventura che li aspettava.
Motivazioni svariate li avevano riuniti lì. Alcuni erano curiosi di osservare la fauna e la flora che fanno del Sudafrica uno degli Stati più ricchi di biodiversità del pianeta. Altri erano lì per approfondire la conoscenza delle diverse etnie che popolano la Nazione Arcobaleno e comprendere meglio l'attuale situazione socio-politica. C'era chi voleva praticare surf tra le famosissime onde oceaniche, o addirittura buttarsi con il bungee jumping da qualche ponte altissimo. Qualcuno non vedeva l'ora di provare la macchina fotografica nuova. Molti speravano di andare in spiaggia almeno una volta. Non mancavano i partecipanti che avevano il sogno del Sudafrica da quando avevano visto "Invictus", in cui Morgan Freeman veste mimeticamente i panni di Mandela; né chi era stato segnato, più di quanto non volesse ammettere, dal film "Lo squalo". Purtroppo non è escluso che qualcuno, come punto di riferimento morale, avesse De Sica e Panariello nel cinepanettone "Natale in Sudafrica".

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C'ERA UNA VOLTA... IN PORTOGALLO

La viaggiatrice lo aveva promesso: quel saluto di quattro anni prima, rivolto ai milioni di piastrelle, tegole e galletti di Lisbona, era soltanto un arrivederci. José Saramago nel frattempo è passato a miglior vita, ma poiché le parole degli scrittori non scompaiono con chi le ha scritte, nessuno le vieta di continuare a considerarlo − come se niente fosse − il faro che indica la rotta.

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CHE CAUCASO, UN'ALTRA GUIDA DI VIAGGIO!

Tra la Georgia e l'Armenia

La Georgia e l'Armenia sono due piccoli Stati caucasici, simili ma allo stesso tempo diversissimi tra loro. Intraprendendo l'utile lettura di questa mini-guida, conoscerete le usanze dei relativi popoli e comprenderete come mai amano così tanto l'Italia. Imparerete tutti i segreti per spostarsi da un posto all'altro evitando gli armenti e per sopravvivere una settimana in Georgia senza finire le giornate troppo ubriachi. Capirete inoltre perché è fondamentale scegliere bene i propri compagni di viaggio quando si visitano Paesi dotati di montagne.

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UNA BRICIOLA DI INDIA

Vacanza ayurvedica in Kerala

Il mio primo approccio con l'India è molto soft in quanto ha luogo nel Kerala, lo Stato meridionale in cui, grazie al governo socialista, gli indicatori socio-economici sono ben superiori a quelli del resto del Paese. Oltre alle spiagge, l'itinerario prevede massaggi ayurvedici, crociere nelle acque interne, incontri con guru, gite in montagna, matrimoni e danze tipiche.

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GOMITO A GOMITO CON IL MAR BALTICO

Viaggio in Estonia, Lettonia e Lituania

Il viaggio di quattro settimane nei Paesi Baltici inizia dalla piccola e periferica Estonia, dove un inusuale caldo torrido non frena i nostri eroi dall'esplorazione di foreste e fattorie, musei e mercati, lottando contro un destino avverso che non vuole farli arrivare al mare. Si giunge in Lettonia, dove tutto gira intorno alla splendida Riga: gabbiani e turisti, spiagge baltiche e parchi naturali, chiese ortodosse ed ex prigioni. Infine si entra in Lituania, dove i viaggiatori pedalano senza sosta nell'affascinante penisola di Neringa, sgranano gli occhi presso la collina delle croci, conoscono da vicino la comunità dei caraimi e inaspettatamente apprezzano la cucina locale, così diversa da quella mediterranea. La storia nel tritacarne della modernità non finisce di sorprendere: cimeli sovietici e prigioni trasformate in bed&breakfast, mentre i crocieristi seguono la sagoma di Topolino nella città vecchia di Tallinn.

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LA MIA SECONDA CASA

Settimana Santa in Siria

Quando andai in Siria, nella primavera del 2010, era difficile immaginare cosa sarebbe accaduto soltanto un anno dopo. Era il periodo di Pasqua e, presso il monastero di Padre Paolo, fui colpita dallo spirito di fratellanza che accomunava le famiglie che consumavano il picnic del venerdì islamico e quelle che celebravano il venerdì santo. 
In realtà alcuni dettagli mi fecero riflettere: il Presidente col mezzo sorriso su grandi poster, la chiusura degli abitanti nei confronti dei discorsi politici, i repentini cambiamenti economici e sociali in corso di cui mi parlarono, l'aria inquisitiva della guida russofona che il governo ci aveva imposto. Ma lì per lì non ci feci molto caso, abbagliata dal sole della Siria e affascinata dalle ricche tracce del passato e dalla seducente cordialità del suo popolo.

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NON VOGLIO IMPARARE A BALLARE!

Cuba in lungo e in largo

Conoscevo Cuba attraverso le storie di Pedro Juan Gutierrez, il trasgressivo scrittore considerato il Bukowski del Caribe. Per questa ragione ero preparata alla sporcizia, alla trascuratezza, al sudore, alla carenza d'acqua, all'arrabattarsi, al rum economico e allo sfacelo. Però avevo in testa una valanga di altri ritagli che non sapevo bene in che parte del puzzle sistemare: cartoline delle spiagge di Varadero, soggiorni nella perla dell'arcipelago Cayo Largo, mojitos e havana club, aragoste e Cohiba, turisti protetti dalla polizia e fidanzatine di una settimana, rumba e son, Compay Segundo e Ibrahim Ferrer, congas, gardenias e carreteros, l'hombre sincero che coltiva la rosa bianca, guajira guantanamera, il Che morto con cento colpi in un giorno d'ottobre in terra boliviana, Venceremos adelante.
Lì, alla fine, ho trovato decine di altre Cuba e il puzzle, in un certo senso, ha cominciato a prendere forma. Ma diverse tessere ancora non sono riuscita a collocarle.

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LA "SPIAGGIA" NON ESISTE

La calda estate della Thailandia centrale

Il mio viaggio in Thailandia nella stagione monsonica del 2009, inizialmente, ha molto in comune con quello di Leonardo DiCaprio nel film “The Beach”. Devono però trascorrere alcuni giorni prima che io mi renda conto che la "spiaggia" non esiste e che lo spirito del luogo è più facile da trovare lontano dalle coste.

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APPUNTI PILIPINI

Esplorazione della Visayas Centrale

Vacanze di Natale uggiose nelle isole della Visayas centrale: Cebu, Panglao, Siquijor, Negros. Nondimeno un viaggio indimenticabile grazie al delizioso popolo filippino e al suo mondo lillipuziano popolato di galli, partite di basket, locali karaoke, mezzi pubblici strampalati.

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UN'OMELETTE NELL'OCEANO INDIANO

Viaggio in Madagascar

Il Madagascar è un Paese ricco di meravigliose specie vegetali e animali uniche, ma con un reddito pro capite tra i più bassi al mondo; è diviso in diciotto etnie, ognuna con i suoi tabù e i suoi riti religiosi. Il Madagascar, se lo gratti, ti accorgi che è stato costruito su un enorme campo da tennis di terra battuta.
Il Madagascar, nell'estate del 2007, indossava in massa la maglietta del Presidente Marc Ravalomanana, magnate dello yogurt, il cui bel faccione sorrideva sopra i seni delle donne che ricamavano tovaglie, e si sforzava di crescere schierando cinquanta persone con la pettorina gialla fosforescente a riparare un pezzo di strada di duecento metri, dotandole di un'unica zappetta e di un martello che passava di mano in mano.

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SULLE TRACCE DI SARAMAGO

Lisbona e Nodar

Nella primavera del 2007, la viaggiatrice aveva in programma una breve visita di Lisbona, che per lei ancora non era altro che un tram giallo che attraversa un vicolo strettissimo con l'inconfondibile sottofondo della voce di Teresa Salgueiro dei Madredeus. Ma si dava il caso che la Piperita si trovasse allocata in un minuscolo villaggio tra le montagne a nord di Viseu e dunque la viaggiatrice ha pensato bene di attraversare longitudinalmente il Paese in bus per andare a recarle un salvifico saluto.
Nel frattempo la viaggiatrice suddetta aveva cominciato a sbocconcellare il "Viaggio in Portogallo" di Saramago un po' sul suo divano piemontese, un po' sul suo letto di Bari, un po' in aereo (e in seguito nella stanza della Tia, tra la statua della Senhora di Fatima e i pizzi), e lo ha trovato di buon auspicio.
Le è sembrato che Saramago abbia suddiviso il "Viaggio" in tanti viaggi separati in periodi diversi, così si è ripromessa di seguirne le orme, considerando questi quattro giorni soltanto la prima delle tappe. Intanto ha provato ad imitarne lo stile, invidiandolo per ogni singola frase piena di pazienza, coraggio e memoria, senza considerare che se lei scrivesse come Saramago il premio Nobel lo avrebbero dato a lei, viaggiatrice in un Paese non suo, e non a José, viaggiatore nel suo Paese.

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ERASE YOUR EGO

Il deserto dell'Acacus

L'Acacus è un parco nazionale situato in pieno Sahara, a sud-ovest della Libia. Questo viaggio risale alla fine del 2006, ossia a quella finestra di pochi anni in cui il Paese era aperto al turismo e disponibile a mostrare i suoi tesori, sia storici sia naturali. Gheddafi era ancora saldamente al potere e il suo faccione campeggiava ovunque su grandi cartelloni. A sapere cosa sarebbe accaduto di lì a poco, probabilmente avrei scelto di visitare anche i siti archeologici romani. Ma il futuro è imprevedibile e io sono andata solo nel deserto.
È stato un viaggio particolare, questo. Nel deserto si gela, in inverno. Nel deserto non ci sono bidoni della spazzatura. Nel deserto non ci sono cartelli stradali, indirizzi, uffici del turismo. Non ci sono bagni, bar, case e chiese. Né ci sono passanti. In nove giorni di campeggio libero nel parco dell'Acacus, quindi, ci siamo affidati totalmente agli autisti delle jeep: solo loro sapevano la strada. A noi non rimaneva che respirare l'aria secca, scalare le dune, guardare i tramonti. E cancellare il nostro invadente ego.

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UN PASSATO CHE NON SAPEVO DI AVERE

Viaggio nell'Argentina del Nord

Il mio primo viaggio in Sudamerica, nell'agosto del 2006, ha avuto come meta l'Argentina, ma è stata soltanto una coincidenza di tipo amministrativo. L'Argentina è un Paese così grande che, girandolo in lungo e in largo, potete spaziare dal paesaggio tipico delle latitudini tropicali di bassa quota, caldo e umido, agli scenari maestosi e aridi della regione pre-andina, fino alle aree più temperate, abitate per la maggioranza da bianchi. Potete incontrare contadini quechua, indios guaranì, donne robuste di montagna che trasportano pesanti sacchi colorati, ballerine di tango bionde e flessibili, gelatai campani e imprenditori torinesi. Potete imbattervi in palazzi coloniali tinteggiati di fresco, cactus altissimi a forma di mano, altopiani nudi e desolati, canyon dai tanti colori, chiese cattoliche e misteriose statue precolombiane.
E mentre passerete dalle infradito al cappello di lana, se punterete idealmente un cannocchiale in direzione dell'Europa, la riconoscerete per quello che realmente è: un continente ridicolmente piccolo ma storicamente ingombrante.

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IL FIORE DELLE MILLE E UNA NOTTE

Nella favola dello Yemen

Quando ho deciso di visitare lo Yemen, nel'autunno del 2005, prima mi sono informata sulla situazione sicurezza. I rapimenti di turisti (tipica usanza di quello Stato mediorientale) non si verificavano ormai da qualche anno, così ho prenotato un tour che sarebbe durato circa un paio di settimane durante le vacanze natalizie. Purtroppo poco prima di partire è giunta notizia del rapimento di due visitatori di nazionalità austriaca. Non ho dato molto peso alla cosa: ormai avevo deciso e non volevo tornare indietro. Faccio questa premessa per dire che non dovevo sorprendermi se 5 persone partite come me per lo Yemen, lo stesso giorno e con lo stesso tour, invece di godersi un viaggio meraviglioso in una terra da sogno, sono state tenute in un luogo misterioso sotto la minaccia del kalashnikov per quasi tutta la durata del nostro viaggio.

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