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Il Museo delle prigioni di Tartu

Il Museo delle prigioni del KGB è situato nella stessa Casa Grigia che negli anni Quaranta e Cinquanta ospitava la filiale estone del Comitato per la sicurezza dello Stato sovietico (che sfortunatamente lavorò con molta solerzia anche da queste parti). Già nel 1940, quando l'URSS occupò l'Estonia per la prima volta, numerosissimi presunti oppositori del regime furono arrestati, o semplicemente sparirono senza lasciare traccia. Poco dopo, i temibili addetti alla "sicurezza" cominciarono a organizzare le deportazioni di massa: nella prima ondata, condotta in tutti i tre Paesi baltici contemporaneamente, più di diecimila persone affrontarono un orribile viaggio in treno verso la Siberia; nella seconda il numero di persone che dovettero lasciare la loro casa raddoppiò. Ovviamente nessun deportato veniva sottoposto a processo: una lettera anonima di delazione bastava e avanzava. Migliaia di persone persero la vita, mentre i tanti che tornarono in patria non venivano più considerati cittadini a tutti gli effetti.
Il piano seminterrato della Casa Grigia riproduce fedelmente le celle dei prigionieri del periodo sovietico: notiamo un cubicolo ampio meno di un metro quadrato, nel quale dovevano passare la notte i prigionieri da interrogare, realizzato in maniera tale che non si potesse stare comodi né in piedi, né seduti, né sdraiati, mentre alla fine del corridoio un'impressionante guardia carceraria di cera appare appena si esce da una delle celle. Il resto dei locali ospita una mostra permanente: sono esposte numerose fotografie e memorabilia provenienti dai gulag e viene ampiamente trattato il tema della resistenza contro i sovietici, che ebbe luogo nelle foreste estoni dopo la guerra.

Oggi, quasi vent'anni dopo il crollo dell'Unione Sovietica e l'indipendenza del Paese, la situazione è totalmente cambiata. Al mercato vicino alla autobussijaam sono quasi tutti russi i venditori di scarpe, frutti di bosco, patate, cavoli, aneto, fiori, magliette, mutande, carte geografiche, icone di San Nicola. Come lascito del fenomeno di russificazione attuato nei decenni del regime, quasi un quarto degli attuali abitanti dell'Estonia sono russi; ma a quanto pare quella che un tempo era l'élite della società, ora spesso rappresenta la fetta più emarginata della popolazione, quella che svolge i mestieri più umili, che più frequentemente ha problemi di alcolismo e che non riscuote una grande simpatia né da parte della popolazione estone né del governo, il quale difende strenuamente la propria identità di fronte alla pressione culturale dell'ingombrante vicino.

Racconto di viaggio "GOMITO A GOMITO CON IL MAR BALTICO"