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La prigione di Karosta

Prima di spostarci in Lituania, l'ultima tappa lettone è la Curlandia (in lettone Kurzeme). In particolare la nostra destinazione è Liepaja, affacciata sul Baltico: anche qui raggiungiamo subito a passo di corsa la spiaggia, che si presenta sì bianchissima, ma anche fredda e umida; e, come se non bastasse, all'unico chiosco propongono la musica degli Aventura, che non si è capito se è sempre la stessa canzone oppure è un intero album.
Nel pomeriggio raggiungiamo il quartiere di Karosta, dove il degrado è grigio, le strade sterrate e le panchine vuote. I palazzi di cemento sono tanti cubi messi insieme, con le finestre verdi; certi hanno ingentilito il balcone incassato con una pletora di fiorellini colorati. Nella chiesa ortodossa di San Nicola è l'ora della messa e quando entriamo il pope ha già aperto la porta: le donne hanno tutte il fazzoletto in testa e si fanno il segno della croce in continuazione.

In realtà siamo venuti qui appositamente per visitare la ex prigione di Karosta. Durante il tour guidato ti fanno vedere le celle, quanta gente ci stava dentro, l'ufficio del capo con il busto di Lenin, il ritratto di Stalin accanto alla frasca di betulla secca, il telefono dell'epoca con i tasti di smistamento, insomma tutte le normali caratteristiche delle carceri comuniste trasformate in museo. Vengono offerti inoltre, per gruppi di minimo 10 persone, spettacoli dell'orrore con l'interazione dei visitatori, intitolati “Dietro le sbarre”. La cosa veramente agghiacciante però è che questa prigione funge anche da bed and breakfast: ciò significa che esiste qualcuno al mondo che paga per dormire nel letto di ferro di una cella lurida e per mangiare il vero rancio dei carcerati.
Zuppa di salmone e pankuka con carne per l'ultima cena in questo Paese: è con un po' di malinconia, molti ringraziamenti (paldies) e tante aspettative in merito al futuro, che lasciamo la Lettonia, questo Paese dove è proibito bere bevande alcoliche e fumare in ogni luogo pubblico (anche all'aperto), dove le strade sono linde e immacolate e i semafori diffondono dei suoni sconcertanti alla Space Invaders. Dove è pieno di vespe e dove in estate devi dormire con le finestre chiuse nonostante il caldo, sia perché entrano le zanzare, sia perché alle tre di notte è già tutto illuminato.

Racconto di viaggio "GOMITO A GOMITO CON IL MAR BALTICO"