home54.jpg

Vilnius, la Gerusalemme dell'Est

Vilnius, come Roma, sorge su sette colli, in un’area ricoperta da foreste di pini. Anche la sua parte vecchia è annoverata nell’elenco del patrimonio artistico mondiale dell’UNESCO: possiede la bellezza di 20 chiese ortodosse e 30 chiese cattoliche, un'antica università e palazzi in svariati stili architettonici, ma in prevalenza barocchi. Il Duca Gedimino, che la fondò nel 1323, ha dato il nome al castello medievale, alla torre, alla collina, al viale più importante della città e a chissà quanti altri luoghi.
Il nostro temporaneo alloggio è un tristo ostello allocato nei paraggi della stazione, nel quale fervono rumorosi lavori di ampliamento e dove tutta la notte fiorisce un continuo, ambiguo smercio di alcolici. La stanza è una minuscola cella dove un ventilatore formato casa di bambole fa ben poco per mitigare l'afa opprimente che in questi giorni rende davvero arduo visitare la città.
La nostra prima meta è la Repubblica di Užupis, il quartiere bohémien situato al di là del fiume Vilnia: uno stato utopico con un vero presidente, con la sua bislacca Costituzione incisa in otto lingue diverse sui pannelli a lato della strada, con gli atelier degli artisti, con i murales colorati, con i negozi di oggetti in ferro battuto, con l'angelo di bronzo che, suonando la tromba, ti dà il benvenuto nel mondo della libertà artistica, e con le ripide salite che conducono, ad esempio, alla taverna dove ho bevuto la birra artigianale più buona che c'è.
Il sabato mattina la città è piena di sposi. Prima di andare a serrare i già citati lucchetti, si fanno fotografare in location più o meno amene e lanciano colombe vive nel libero cielo (dopo essersi sposati in chiesa, voglio dire; sono in maggioranza cattolici qui). Altra gente, noncurante della loro felicità, affolla il mercato delle pulci dove i rubli sovietici, le armi, i francobolli, i 33 giri di Albano e Romina, i samovar e i colbacchi si affastellano sui marciapiedi, pieni di polvere.

Racconto di viaggio "GOMITO A GOMITO CON IL MAR BALTICO"