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Viaggiando per il mondo a cercar di capirlo non ci sono migliori compagni di quelli che con lo stesso spirito han fatto la stessa strada e ne hanno scritto.
[ Tiziano Terzani, "Buonanotte, signor Lenin" ]

Storie in viaggio

NEL CUORE DEI BALCANI (Bosnia-Erzegovina)

Durante l'estate la compagnia aerea Mistral Air, del gruppo Poste Italiane, effettua ogni settimana un volo da Bari a Mostar, con cui intere famiglie numerose pugliesi e lucane si recano con entusiasmo in pellegrinaggio a Međugorje. Devo dunque ringraziare i fan delle apparizioni della Madonna se posso raggiungere la Bosnia in meno di un'ora, invece di trascorrere una lunga notte nel traghetto per Dubrovnik.

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ANOTHER PLACE TO GO (Togo e Benin)

Destinazione Africa Occidentale. Ho ripassato i fondamentali: Chatwin, Kapuściński, Aime. Ho fatto il vaccino contro la febbre gialla ─ obbligatorio per entrare in Togo e Benin. Altre precauzioni sanitarie non ne ho prese, anche perché il centro di medicina di viaggio di Bari (dispensatore di vaccini e paranoia) si è mostrato inespugnabile. Profilassi antimalarica dunque no, che dio me la mandi buona. Bagaglio a mano molto ridotto ─ e per fortuna, visto che me lo sto trascinando da ore per il centro di Roma, tra turisti di tutto il mondo, in questa bella giornata di sole prima della partenza.

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ISONZO A COLORI (Slovenia)

Il fiume Soča nasce in Val Trenta, nelle Alpi Giulie slovene. Prima di fare il suo ingresso in Italia e prendere il nome di Isonzo, lambisce sinuosamente le città di Bovec, Kobarid e Tolmin. La sua 'bellezza di smeraldo' oggi fa da vivace scenario ad attività come il kayak, il rafting, il trekking, mentre un tempo era lo sfondo in bianco e nero di uno dei più terribili carnai che il nostro giovane Paese avesse conosciuto. Guardando le foto dell'epoca, è davvero difficile immaginare quanto siano spettacolari i suoi colori tra il verde e il turchese, l'ultima cosa che molti soldati dell'esercito regio avevano guardato prima di morire. 

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JALAN-JALAN. PER LE STRADE DELL'INDONESIA

Due o tre anni fa sono andata in l'India con un'amica. Era la prima volta che viaggiavamo insieme e ben presto mi resi conto che avevamo uno stile diverso: lei aveva programmato un lungo elenco di attrazioni turistiche “da non perdere” e per ottimizzare i tempi (ma anche per pigrizia) preferiva raggiungere le varie mete con i mezzi piuttosto che a piedi. Una delle prime sere le imposi di non prendere il tuk-tuk per andare al ristorante dove avevamo deciso di cenare. Durante la passeggiata mi confessò che non le era mai capitato di essere invitata a cena da sconosciuti come era successo a me varie volte, ma le sarebbe piaciuto molto, e io le promisi che se lo avesse desiderato davvero sarebbe capitato con grande facilità.

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KEBAB A COLAZIONE (Turchia)

Cara Turchia, sono arrivata con imperdonabile ritardo al nostro appuntamento. Lo sai? Ti giravo intorno già da un po'. Cinque anni fa non eravamo troppo lontane mentre in un minibus, a nord di ALEPPO, l'autista mi diceva: «Vedi, lì dietro c'è la Turchia» e all'autoradio prendevamo le tue stazioni e ascoltavamo la tua musica. Poi, l'anno dopo, ti ho vista dal vivo; a dire il vero, ho visto solo una piccola parte di te, seppure quella più alta: sulla strada per YEREVAN apparve la cima innevata del Monte Ararat e il mio casuale compagno di viaggio ci tenne a farmi sapere che − anche se attualmente la biblica montagna si trova in territorio turco − il lato ben visibile da lì, dall'Armenia, è quello più bello.

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VADO AL MASSIMO (Viaggio in Messico)

Gli esseri umani non amano fare le cose da soli. Gli italiani, in particolare, sono un popolo che cerca compagnia persino per andare al cinema o al cesso, figuriamoci per i viaggi. Partire da soli sembra ai più una pratica da sfigati o, al massimo, un'esperienza incompleta. Non a caso, una buona parte dei “solo traveller” italiani che ho incontrato in giro per il mondo erano partiti con qualcuno e poi se ne erano liberati (magari momentaneamente), oppure stavano raggiungendo il classico amico che ha aperto un baretto a Playa del Carmen o che fa il baby pensionato in qualche posto fricchettone dell'India.
D'altra parte anche per me non sempre è stato facile liberarmi del condizionamento sociale: prima di partire infatti solitamente alcuni miei conoscenti si divertono a terrorizzarmi, elencandomi le sfighe più drammatiche che mi potrebbero capitare e dalle quali difficilmente mi salverò a causa della mia irrimediabile solitudine.

Viaggia in Messico

IO MI RICORDO (Québec, Canada)

Ci vuole fortuna nella vita, per esempio io sono molto riconoscente di essere nata in Italia. Metti che nascevo in Québec: sarei stata convinta che il formaggio "mozzarellissima" abbia davvero qualcosa in comune con la mozzarella, avrei chiamato il salame pepperoni, e poi, quanto avrei dovuto spendere ogni volta per venire in Italia?

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FRUMOASĂ ROMÂNIA?

Nel mio viaggio in ROMANIA (durato ben tre settimane nel luglio 2012) mi sono dedicata all'incredibile catalogo di persone incontrate, ognuna con la sua storia. A convincermi a partire sono stati un violinista della Bucovina e due scolare rumene. Poi, in viaggio, col passare dei giorni e l'accumularsi di ore di autobus, treno e automobile, tanti personaggi sono comparsi sul mio cammino: guide giovani e preparate e solerti receptionist, un dittatore poco morigerato (per fortuna non più in vita) e un ingegnere divorziato e malinconico, un barista che parla napoletano e un custode di chiesa dal forte accento romano, controllori di treno baffuti e sfaticati e fidanzate sfiorite di business men meridionali... Ad ognuno di loro va il mio pensiero e il mio ringraziamento per avermi guidato alla scoperta di questo paese così ricco di bellezza, di storia e di storie.

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SIRIA, LA MIA SECONDA CASA

Quando andai in Siria, nella primavera del 2010, era difficile immaginare cosa sarebbe accaduto soltanto un anno dopo. Era il periodo di Pasqua e, presso il monastero di Padre Paolo, fui colpita dallo spirito di fratellanza che accomunava le famiglie che consumavano il picnic del venerdì islamico e quelle che celebravano il venerdì santo.
In realtà alcuni dettagli mi fecero riflettere: il Presidente col mezzo sorriso su grandi poster, la chiusura degli abitanti nei confronti dei discorsi politici, i repentini cambiamenti economici e sociali in corso di cui mi parlarono, l'aria inquisitiva della guida russofona che il governo ci aveva imposto. Ma lì per lì non ci feci molto caso, abbagliata dal sole della Siria e affascinata dalle ricche tracce del passato e dalla seducente cordialità del suo popolo.

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