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Mi si potrà obiettare che questi piccoli aneddoti riguardano solo la mia umile persona e non presentano alcun interesse per il pubblico. Ma se qualcuno dovesse accarezzare un progetto di viaggio in queste contrade lontane, può darsi che il racconto delle mie modeste avventure non gli sia del tutto inutile… Il viaggio è un grande maestro; chi si sposta senza nulla apprendere può con buona ragione esser definito un asino. 
(Niccolò Manucci, "Storia do Mogor")
Viaggiando per il mondo a cercar di capirlo non ci sono migliori compagni di quelli che con lo stesso spirito han fatto la stessa strada e ne hanno scritto. 
(Tiziano Terzani, "Buonanotte, signor Lenin")

Walking tour in Budapest

La mia passione per i musei del comunismo è nata quando ho visitato per la prima volta il museo Casa del terrore (Terror Haza) di Budapest. Non ne conoscevo l’esistenza, dato che era stato inaugurato da poco, e mi rimasero impressi in particolare la musica (composta appositamente da un certo Ákos Kovács), gli effetti sonori e le voci dei testimoni. In seguito ho avuto modo di visitare diversi musei del comunismo ed ex-prigioni delle polizie segrete dei Paesi baltici, di Berlino, della Polonia e della Romania (sorvolo sull’insulso museo del comunismo di Praga, una semplice trovata per turisti) ed ora eccomi di nuovo qui, 18 anni dopo.

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Cose turche

Destinazione Cappadocia

Per il mio primo viaggio extra-UE post-pandemia ho scelto la Turchia, un Paese che amo, collegato da un comodo volo diretto da Bari, dove sono già stata più di una volta, sperimentando la comodità dei suoi autobus e la squisita ospitalità dei suoi abitanti, tra le altre cose. Questo nonostante il fatto che una serie di persone di mia conoscenza non condivida, diciamo così, questa scelta – le stesse persone che quando sono stata ad esempio in Uzbekistan o in Vietnam (governate da regimi altrettanto, se non più autoritari) non hanno avuto niente da ridire. Questa volta la meta principale sarebbe stata la Cappadocia, ma avendo due settimane di tempo ci volevo arrivare lentamente, viaggiando via terra e facendo delle soste nella regione occidentale.

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OGNI SCHERZO VALE

Carnevale a Venezia

L'autobus dall'aeroporto ci ha impiegato circa 20 minuti per arrivare a piazzale Roma e a quel punto sono scesa pensando che per tre giorni non avrei visto automobili. Il cielo era azzurro e così è rimasto sempre e, anche se sovente soffiava una micidiale bora, non so se Venezia sarebbe stata così bella se il cielo fosse stato meno azzurro.

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Un'estate leggerissima

Quattro isole nel Dodecanneso

Nel mese di luglio 2021 i voli Ryanair per Kos partono da Bari una volta alla settimana e costano 5 euro a tratta. Per viaggiare serve il green pass, facilmente ottenibile dopo aver concluso il ciclo vaccinale, oppure un tampone negativo. Inoltre bisogna compilare il PLF, un modulo digitale richiesto dalle Autorità Sanitarie del governo greco, e mostrarlo all’imbarco. Sia nel volo di andata che in quello di ritorno c’erano meno di trenta passeggeri e questo è uno spreco pazzesco di cui ho comunque approfittato.

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CRETA COVID FREE

Non me ne vogliate se affermo che la Grecia non è mai stata in cima alle mie preferenze di viaggio, specialmente in confronto ai suoi ben più intriganti vicini (che non a caso si sono resi indipendenti dall’impero ottomano molto tempo dopo). A parte qualche breve puntatina di pochi giorni, l’avevo tenuta in serbo per eventuali tempi bui di là da venire, in cui mi sarebbe stato difficile fare viaggi intercontinentali. Ecco il fatto: i tempi bui sono già arrivati e le opzioni di viaggio all’estero ai tempi della pandemia non sono moltissime. Certi Paesi pretendono una quarantena di due settimane dopo l’ingresso, in altri la crescita dei contagi è esponenziale e le restrizioni molto severe. E in ogni caso, dappertutto c’è il rischio che le regole e le misure cambino in peggio. Senza contare che molti voli vengono spostati o cancellati all’improvviso, come si arguisce leggendo i commenti di utenti inviperiti nei forum delle compagnie aeree.

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Esotica Roma

«Immaginate questa città deserta, – continuò lo scrittore, – fatta soltanto di fontane, di porticati, di giardini, di basiliche, fatta di statue al centro delle piazze ma anche di lampioni, di ospedali, di tralicci, di radioline lasciate sui balconi. Bandite le persone, sarebbero le cose a dialogare finalmente tra di loro. In nessun luogo come a Roma, questo dialogo sarebbe piú musicale, piú ispirato, piú fecondo, piú denso di significato».
(Nicola Lagioia, "La città dei vivi")

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Dalle maschere alle mascherine

Carnevale a Barcellona

Quando sono stata a Barcellona a fine febbraio 2020 l’ultima cosa che avrei immaginato era che, pochi giorni dopo, prima agli italiani e poi agli spagnoli sarebbe stato praticamente impedito di uscire di casa per circa due mesi e che quella città così affollata e vivace sarebbe apparsa spettrale e deserta come la maggior parte delle altre città del mondo. 

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UN VIAGGIO DA LECCARSI I BAFFI

Un altro Capodanno in India

Sarà capitato a tutti di provare la sensazione che il tempo, man mano che si invecchia, passi molto più in fretta. A quanto pare diverse ricerche hanno appurato che questa impressione dipenda strettamente dal tasso di cambiamenti di cui facciamo esperienza.
Da bambini tutto è nuovo e il fatto che continuamente sperimentiamo e impariamo rende il tempo così denso che ci sembra passare più lentamente, poi man mano prendiamo sempre più confidenza con le cose e diventano sempre meno le novità che ci capitano nella nostra vita quotidiana.
Tranne che in viaggio. Mentre si esplorano posti nuovi sono così tante le esperienze che il tempo diventa pienissimo e due giorni ti sembrano tipo un mese, e insomma questo è l'unico modo efficace che ho trovato per illudermi di fottere il tempo, quel bastardo.

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UNA DELIZIOSA MACEDONIA

La regione geografica della Macedonia è attualmente suddivisa tra la la Bulgaria (dove sono atterrata), la Macedonia del Nord, la Grecia, l'Albania (le tre tappe del mio viaggio) e la Serbia (dove andrò un'altra volta).
Come l'omonima insalata di frutta, questa regione è un gustoso mix di etnie, lingue, religioni, ma anche monete e alfabeti che cambiano ad ogni frontiera che passo. 

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THE TERMINAL

Viaggio in Giappone

Quando sono arrivata all'aeroporto Narita di Tokyo ho preso il treno della Keisei Railway insieme ad Alfredo, un italiano che avevo conosciuto all'aeroporto di Istanbul e che vive a Tokyo da tre anni. Alfredo a un certo punto mi ha detto che quel gruppo che stava seduto in fondo al vagone erano cinesi perché i giapponesi non parlano mai a voce così alta.
Quando esci da un aeroporto giapponese, pensi di uscire da un aeroporto ma in realtà continui a restare imprigionato in un altro gigantesco aeroporto che si chiama Giappone.

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CERCO L'ESTATE TUTTO L'ANNO

Uruguay, un campo di football sull'Atlantico

Il primo dell’anno mi trovavo in un ostello fricchettone di Cabo Polonio, in Uruguay, senza un soldo, con la schiena ustionata, il torcicollo e il ricordo di una serata disastrosa. Avrei dovuto intuire che era la premessa di un anno complicato, ma ancora non sapevo fino a che punto.
In effetti già il volo di andata era stato premonitore perché avevo perso la coincidenza, avevo dovuto passare la notte in hotel ed ero arrivata a Buenos Aires con 12 ore di ritardo, nel deserto della vigilia di Natale. 

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CHE CADORE!

Itinerari nelle Dolomiti Orientali

Pieve che allegra siede tra’ colli arridenti e del Piave/ode basso lo strepito,/Auronzo bella al piano stendentesi lunga tra l’acque/Sotto la fosca Ajàrnola,/e Lorenzago aprica tra i campi declivi che d’alto/la valle in mezzo domina,/e di borgate sparso nascose tra i pini e gli abeti/tutto il verde Comelico.
(Giosuè Carducci, "Cadore")

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Canto notturno di una turista errante

Nei sempiterni calli dell'Uzbekistan e del Kirghizistan

Viaggio nel Turkestan, il cuore continentale dell’Asia, ancora in assestamento dopo quasi trent’anni di indipendenza dall’Unione Sovietica. 
Per l’Uzbekistan è un periodo di grandi cambiamenti, in cui uno dei regimi più autoritari del pianeta sta lentamente compiendo passi avanti verso un timidissimo riconoscimento dei diritti umani e la fine dell’isolamento internazionale. Dalle lande desolate dell’antica Corasmia alla fruttifera valle di Fergana, passando per le gemme della mitica via della seta, ha apparecchiato per le comitive di anziani turisti tavole imbandite con coreografici piatti di uva e albicocche, spettacolari madrase decorate e minareti ricoperti maioliche turchesi, chilometri di tessuti ricamati e seta, più o meno di pregio. 
Il Kirghizistan invece, terra di pastori nomadi e cavalli selvaggi, non aveva nessun monumento storico da dare in pasto ai restauratori sovietici e ancora oggi presenta al visitatore una facciata antropizzata fatta di orribili palazzi di cemento e vecchi simboli arrugginiti. Ma tanto la sparuta compagine di backpacker caucasici che lo visita è interessata soltanto al trekking nelle montagne mozzafiato, alle passeggiate a cavallo e all’ospitalità nelle yurte estive; della bruttezza del paese, della rozzezza del popolo e dei monotoni pasti se ne sbatte.

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Pide e tulipani

Primavera in Anatolia orientale

A furia di parlare di attentati, bombe, curdi, terroristi, derive autoritarie, finti golpe, presunta islamizzazione, rifugiati siriani, a molti è passata la voglia di viaggiare in Turchia. E invece è un paese ricco di meraviglie naturali, con una storia affascinante e un popolo accogliente che conquista facilmente il cuore del visitatore.
Il nostro itinerario tocca tre destinazioni molto diverse tra loro, situate nella parte più orientale del paese: Trabzon, vivace città portuale sul mar Nero; Erzurum, roccaforte conservatrice con un passato selgiuchide e un presente di stazione sciistica; Mardin, una specie di Matera affacciata sulla sconfinata pianura mesopotamica del Kurdistan.

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VEDI NAPOLI E POI MUORI D'INVIDIA

Comunque io certe volte penso che anche se Napoli, quella che dico io, non esiste come città, esiste sicuramente come concetto, come aggettivo. E allora penso che Napoli è la città più Napoli che conosco e che dovunque sono andato nel mondo ho visto che c'era bisogno di un poco di Napoli.
(Luciano De Crescenzo, "Così parlò Bellavista")

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Cugini per scherzo

Macinando chilometri tra Senegal e Gambia

Tra i motivi per cui il Senegal sta diventando una meta di viaggio sempre più ambita figurano le graziose spiagge, un bel po’ di santuari della natura e un popolo universalmente noto per la gioia di vivere e l’ospitalità (che in wolof si dice “teranga” ed è diventato un claim turistico). Inoltre è un Paese a maggioranza musulmana, ma laico, e ha una situazione politica tranquilla, a differenza degli stati confinanti dove sussistono instabilità e disordini. Un altro non disprezzabile aspetto che attira i viaggiatori europei è il clima: a queste latitudini non esiste un vero e proprio inverno, benché, a fine dicembre, lungo la costa atlantica le temperature possano scendere anche sotto i 15 gradi.

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Riflessioni sul turismo di massa

Praga e Terezin

Ritorno a Praga con una minuscola borsa delle dimensioni richieste da Wizz Air, al posto dell'ingombrante zaino con il quale, nell'agosto 1996, avevo preso il treno per Venezia, poi per Vienna, e infine quello diretto alla capitale della neonata Repubblica Ceca. L'appartamento stavolta l'ho prenotato su booking, mentre all'epoca alloggiavo in un casermone filosovietico adibito ad ostello (rintracciato tramite un volantino cartaceo) che costava poco più di diecimila lire a notte.
Il programma iniziale, 21 anni fa, prevedeva che il viaggio proseguisse a Budapest ma Praga ci trattenne con i suoi kafkiani artigli per due settimane di passeggiate, letture, incontri e giovanile dolce far niente – e non ci lasciò andar via.
Erano altri tempi; non c'era la frenesia di visitare ogni cosa né il bisogno di condividere a tutti i costi esperienze ed immagini (le poche testimonianze che mi sono rimaste sono alcune fotografie analogiche, mosse e buie). E ovviamente ben pochi avevano il telefonino, mentre quest'estate è stato addirittura cancellato il roaming in tutta Europa.

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LA GRECIA CHE TI ASPETTI

Delizioso soggiorno a Santorini

Santorini, inizialmente, avrebbe dovuto rappresentare il dessert di un viaggio estivo di 18 giorni tra Grecia e Albania meridionale. Di questa meta romantica, mi attraeva quella bellezza bianca, blu e rotonda che è lo stereotipo della Grecia (Paese che tra l’altro avevo sempre schifato). Avevo deciso di fare la signorina perbene prenotando un posto letto in cabina nel traghetto notturno che parte dal Pireo, e anche un hotel meno spartano del solito, situato nella splendida cornice di Firostefani, come l’avrebbe definita un bravo presentatore. D’altra parte l’unico motivo per andare a Santorini – si era capito – è la straordinaria bellezza del panorama sulla caldera, dunque valeva la pena evitare di fare la stracciona per una volta e invece alloggiare sul bordo della medesima. Purtroppo una serie di eventi imprevisti mi ha costretto a posticipare così tanto la partenza che quest’isola è diventata il ben misero piatto forte del viaggio.

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Le tue limpide nubi e le tue fronde

Giugno a Lefkada

Lèucade o Leuca per il bianco delle scogliere. Santa Maura in ricordo della dominazione veneziana. Lefkada in greco moderno. Comunque la vogliate chiamare, è l'isola delle Ionie più facile da raggiungere, perché collegata da un ponte mobile alla terraferma. 

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CHE PO' PO' DI DELTA

Lungo gli argini tra Romagna e Veneto

L'area del Delta del Po è un ambiente unico al mondo, ma stenta a decollare veramente dal punto di vista turistico, anche perché – essendo a cavallo tra l'Emilia-Romagna e il Veneto – è interessata da due differenti interventi di valorizzazione regionale, che hanno sempre avuto difficoltà ad allinearsi tra loro.

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MADE IN VIETNAM

Full immersion nell'Asia emergente

Benché la fissazione per i luoghi rimasti arcaici e arretrati pervada la fantasia dei viaggiatori, in molti Paesi del mondo tante cose sono profondamente mutate negli ultimi vent'anni e bisogna farsene una ragione. Se nel 1995 il Vietnam aveva un tasso di disoccupazione del 25%, oggi è sceso all'1,3%. Certo, in molte fabbriche le condizioni di lavoro sono inaccettabili e gli stipendi medi equivalgono addirittura a meno della metà di quelli cinesi, ma d'altra parte è proprio questo il motivo per cui tante multinazionali hanno spostato qui la produzione. Fatto sta che la percentuale di popolazione che vive sotto la soglia di povertà è scesa all'11% e in media i vietnamiti hanno un cellulare e mezzo a cranio.

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NELLA VALLE PUSTERIA-IA-IA-O

In nessun altro posto delle Alpi le cime di un certo gruppo sono tanto vicine e tanto compatte come nelle Dolomiti di Sesto, e disposte in modo così chiaro e ordinato che prima ancora di scalarle veramente, già le si può percorrere tutte con gli occhi.
(Karl Springenschmid)

Vacanze estive in Alto Adige

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NEL CUORE DEI BALCANI

Esercizi di memoria tra Mostar e Sarajevo

Durante l'estate la compagnia aerea Mistral Air, del gruppo Poste Italiane, effettua ogni settimana un volo da Bari a Mostar, ideato appositamente per condurre intere famiglie numerose pugliesi e lucane in pellegrinaggio a Medjugorje. Devo dunque essere molto grata ai fan delle apparizioni mariane se posso raggiungere la Bosnia in meno di un'ora, invece di trascorrere una lunga notte nel traghetto per Dubrovnik.
Sbarcati nel minuscolo aeroporto, solo io e uno studente barlettano siamo rimasti in attesa di un mezzo di locomozione: tutti gli altri sono stati ingoiati da un torpedone con l'aria condizionata e sono spariti dalla nostra vista in un batter d'occhio.
Io sono salita su questa vecchia Opel pensando di scroccare un passaggio, che invece mi è stato fatto pagare, e non poco. Sara ai tempi della guerra viveva in provincia di Benevento, e ora è quello l'accento che sfoggia mentre parla senza sosta seduta sul sedile posteriore, guardandosi in giro con quegli occhi nerissimi contornati da un forte segno di matita.
Erano anni che ci giravo intorno: sapevo che la Bosnia fosse il cuore e avevo paura di scottarmi. Ed ora eccomi qui: i muri della stradina che mi conduce alla pensione mostrano ancora i segni dei colpi di arma da fuoco. Miran mi accoglie in casa con quei modi un po' bruschi tipici dei timidi, ma con gli occhi azzurri buoni. Un grappino alle undici di mattina, sulla strada 35 gradi di fuoco. Benvenuta in Bosnia-Erzegovina.

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Com'è piccolo il mondo

New York City

Nonostante sia la prima volta che metti piede a Manhattan, avanzi nel reticolato di strade con inaspettata sicurezza: Sesta avenue, Quinta, Flatiron, Madison Square Park, The Church of the Transfiguration, Empire State Building, Bryant Park, Public Library. Dopo ventisei strade sei giunta alla tua meta. Un ascensore molto veloce ti porta al Top of the Rock, il terrazzo al 65° piano del Rockefeller Center. Attivi le procedure di geolocalizzazione. A nord il rettangolo verde di Central Park, con i boschi, le radure e i laghetti; dietro ai grattacieli il fiume Hudson e l'East River che scintillano. A sud, oltre Midtown e oltre Lower Manhattan, le isole e la statua della Libertà. A occidente si prepara il quotidiano spettacolo del tramonto, ma per fotografare il sole che scivola oltre Jersey City nel cielo rosa devi sgomitare tra la selva di smartphone e fotocamere e infilare la mano in uno dei pochi pertugi tra un vetro e l'altro. Insomma, il tramonto ti tocca guardarlo negli schermi degli altri device.

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AUTUGNO SUL POLLINO

Tra Basilicata e Calabria

Quest'inverno è stato particolarmente mite nel sud Italia, così la primavera è giunta molto presto. A maggio però è arrivata una straordinaria ondata di freddo che ha "congelato" fiori e foglie. Per questo i faggi del Pollino a giugno erano tutti rossi, facendoci pensare a un pezzo di autunno alla vigilia dell'estate.

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PICCOLI ANTROPOLOGI CRESCONO

Viaggio on the road in Togo e Benin

Destinazione Africa Occidentale. Ho ripassato i fondamentali: Kapuściński, Aime, Celati. Ho fatto il vaccino obbligatorio contro la febbre gialla. Altre precauzioni sanitarie non ne ho prese, anche perché il centro di medicina di viaggio di Bari (dispensatore di vaccini e paranoia) si è mostrato inespugnabile. Profilassi antimalarica dunque no, che dio me la mandi buona.
Sono pronta per scorrazzare in questi due piccoli Stati affacciati sul golfo di Guinea, per percorrere l'arida savana alla ricerca delle sue varie etnie, per conoscere le loro danze, la loro antica religione vudù, la storia dello schiavismo nero, per visitare mercati colorati, villaggi tradizionali e spiagge atlantiche.

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UN VIAGGETTO NELLA NORMA

In provincia di Latina

Tutti sanno che la strada Lungomare corre, per quasi trenta chilometri, da Foceverde – poco dopo Torre Astura – fino a Torre Paola, proprio sotto le falde del promontorio del Circeo. È una strada panoramica. Corre – o, per meglio dire, correva – proprio sopra la duna sabbiosa (il tumuleto), tra i quindici e i venti metri sul livello del mare. È panoramica perché, guidando, uno può vedere alla sua destra, in basso, il mare – l'azzurro mar Tirreno, distante una sessantina di metri dalla strada – e alla sua sinistra, sempre in basso, i laghi. Azzurri pure quelli. A meno di un chilometro. E in questo chilometro dalla strada ai laghi – sempre in basso – pinete e macchia mediterranea, e canali, e praterie di spagna e di trifoglio, e mandrie di bufali al pascolo. Allo stesso livello del mare, in alcuni punti. In altri più in basso ancora. Col mare, di là, acquattato come una serpe. Lo Zuiderzee.
(Antonio Pennacchi, “Palude”)

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PIANA DELLE ORME

Il più sorprendente e sconosciuto parco storico tematico italiano

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